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Quercus as, si cerca di far girare il vento degli investimenti green
Il vantaggio del Quercus renewable fund II è il prezzo di vendita sostenuto da un cash flow prevedibile
È il secondo fondo ed è stato appena lanciato, vedrà un pre-closing il 31 novembre per cui sono già state ricevute indicazioni di committment di 30-40 milioni di euro, mentre l’obiettivo di raccolta è in un range che oscilla tra i 100 e i 200 milioni di euro al closing (31 dicembre 2011). Si chiama Quercus Renewable Fund II e offre opportunità di investimento nelle infrastrutture rinnovabili europee, è destinato alla clientela istituzionale, tanto che l’ingresso è 125 mila euro.
L’emittente è Quercus asset selection sarl, società di gestione di diritto lussemburghese specializzata in investimenti di private equity. Un’azienda che è stata fondata nel 2010 da Simone Borla e Diego Biasi (prima in Sal. Oppenheim), in collaborazione con Giuseppe Stefanel, l’azionista di controllo del gruppo Stefanel quotato a Piazza Affari. attraverso la sua holding Finpiave Spa. Giuseppe Stefanel, direttamente o tramite la holding è l’azionista di riferimento col 56,5% del gruppo Stefanel che è anche il seed investor dei fondi Quercus renewable energy, Sicav-Sif lussemburghesi regolate dal Cssf.
Il primo fondo, partito con un investimento da 15 milioni di euro, ha acquisito una partecipazione in 8 impianti per circa 37 Mw di potenza e ha una pipeline di oltre 35 Mw di progetti, “ci ha permesso di partire accogliendo la clientela istituzionale”, commenta Borla. Ora è la volta del fondo numero due: mentre il primo si concentrava solo sul fotovoltaico e sull’Italia, questo secondo ha un respiro paneuropeo e guarda agli investimenti delle energie rinnovabili ad ampio spettro. “Si tratta del tipico investimento infrastrutturale, molto prevedibile dal punto di vista del cash flow.
E questa è la sua forza”, precisa Borla. Quanto alla distribuzione, “la facciamo noi direttamente e i nostri clienti sono le fondazioni, le banche, i fondi pensione, i family office”. La strategia core del Quercus renewable energy Fund II è di investire in infrastrutture nel settore delle energie rinnovabili in Europa in per una capacità produttiva di 100 Mw. Il fondo investe principalmente in Uk, Germania e Italia ma, dove ci sono i presupposti, può cercare opportunità di investimento in infrastrutture negli Stati membri dell’Ue, Norvegia, Svizzera, Turchia, Islanda. “Quercus diversicherà i propri investimenti su varie fonti di energia rinnovabile come biomasse, fotovoltaico, eolico, mini-idro.
L’obiettivo di rendimento del fondo è pari ad un Irr del 13% (dopo il pagamento delle commissioni di gestione e del carried interest). I ricavi sono in genere legati all’inflazione, fornendo una copertura contro l’aumento dei prezzi Quercus, ha sviluppato una pipeline e un conseguente network di contatti. Il vantaggio di questo investimento è che il prezzo di vendita è sostenuto da un flusso di cassa molto prevedibile e potrebbe aumentare ulteriormente qualora la domanda di impianti per la produzione di energie rinnovabili portasse ad aste competitive”, spiega il manager. L’obiettivo di Quercus è liquidare il portafoglio investimenti gradualmente tramite una vendita a una energy company, a un fondo infrastrutture, tramite cartolarizzazione o l’ipo. La durata del fondo è pari a 15 anni dalla prima data di closing. Le commissioni di gestione sono pari al 2% degli attivi in gestione ma occhio alle commissioni di performance che sono pari al 20%.
Il partner principale è Kpmg che svolgerà le principali attività nella valutazione e due diligence dei progetti offrendo un supporto nella verifica dell’idoneità dal punto di vista industriale, legale e finanziario. La Quercus assets selection sarl ha da poco stipulato un accordo di jv con Foresight Group, società britannica per aumentare i propri investimenti nel settore. Quercus ha acquisito una quota del 50% nella società lussemburghese Foresight Lux Co 2, una società che controlla il 40% di ForVEI, un veicolo costituito da un gruppo di investitori con la consulenza di Foresight al fine di acquisire partecipazioni in impianti fotovoltaici in Italia.
Il restante 60% è posseduto da VEI Capital, essa stessa una joint venture tra Palladio Finanziaria SpA, Assicurazioni Generali SpA (G), Intesa Sanpaolo, Veneto Banca SpA e Banca Popolare di Vicenza Scrl. Subito dopo la chiusura della transazione tra Quercus e Foresight, la joint ForVEI ha acquistato dal gruppo spagnolo OPDE tre parchi fotovoltaici in Italia aventi una potenza totale di 13 megawatt. L’operazione di leasing avente un controvalore di 55 milioni di euro è il più grande contratto di locazionefinanziamento organizzato da una singola banca per un parco solare in Italia. Due unità del gruppo Intesa Sanpaolo (ISP) possiederanno i parchi solari per 18 anni, mentre ForVEI verserà un canone d’affitto mensile e ottenendo un rendimento maggiore dall’alta potenza generata. I tre impianti hanno rendimenti attesi tra il 12% ed il 15%. Quanto ai progetti futuri del gruppo, l’obiettivo è guardare a delle serre in Sardegna.


