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Ripresa a due velocità in Europa, il Nord ci crede. Il Sud ha paura
Ma nell’ultimo anno solo la Germania ha registrato un aumento di fiducia. Crolla la Francia
Dodici mesi fa i consumatori ritenevano di avere ormai alle spalle la fase più acuta della crisi, ma i dati raccolti da Janus Capital sembrerebbero far pensare l’esatto contrario. I risultati della seconda analisi annuale intitolata “Janus Capital Survey of European Consumer Finances” evidenziano infatti un clima generale di pessimismo, alla luce delle previsioni dei consumatori che vedono un peggioramento delle condizioni finanziarie e dei timori inflazionistici su vasta scala.
Tale deterioramento della fiducia, dal punto di vista finanziario, è evidente in alcuni indicatori messi a punto dalla società americana. L’azienda, che ha sede in Colorado, ha infatti messo a punto i Janus Capital Indicators of Financial Wellbeing (indicatore di Janus Capital che misura il benessere finanziario), una serie di indicatori che misurano l’atteggiamento verso la sicurezza finanziaria, il risparmio e la ricchezza, la previdenza, l’accesso al credito e la proprietà di immobili dei cittadini. L’insieme di questi dati ha così permesso la creazione di una classifica dei Paesi in cui di fatto c’è una maggiore fiducia a spendere. Secondo tali criteri l’Olanda occupa la prima posizione con un punteggio IFW di +45, mentre la Spagna fa registrare la performance peggiore con un punteggio IFW di -50. Ecco i primi sette classificati: Olanda, Germania, Regno Unito, Francia, Italia, Spagna.
Il netto contrasto a livello di fiducia tra nord e sud Europa alimenta ulteriormente la tesi della ripresa a doppia velocità. “Il contrasto tra la relativa prosperità degli Stati del Nord Europa rispetto ai Paesi del Sud del Continente - commenta Ric Van Weelden, a capo della Divisione europea di Janus Capital Group - aumenta la probabilità di una ripresa a due velocità. Tuttavia, i consumatori dei vari Paesi europei sono ancora più pessimisti riguardo alle loro prospettive di breve termine”.
Dato ancora più allarmante, l’IFW è infatti, rispetto all’anno precedente, in calo in quasi tutti i Paesi oggetto dell’indagine con l’unica eccezione della Germania che, in controtendenza, mostra un netto aumento della fiducia. La Francia ha fatto osservare il calo più significativo, pari a 23 punti, forse in parte correlato all’effetto del drastico programma di riforme economiche e sociali deciso dal Governo Sarkozy tra le quali la proposta di innalzamento dell’età pensionabile.
La situazione dell’Italia si conferma invece preoccupante: anche se la posizione in classifica rimane la stessa (quinto posto), rispetto al 2009 il punteggio totale è peggiorato passando da -21 a -40. La società americana ha messo in luce un crescente pessimismo in ogni sezione dell’indagine con una revisione al ribasso, da parte degli europei, sulle proprie aspettative per i prossimi 12 mesi. Il 28% delle famiglie prevede per il prossimo anno un peggioramento della propria situazione, rispetto al 24% del 2009. Anche se il quadro varia notevolmente da Paese a Paese. Oltre la metà delle famiglie spagnole (55%), ad esempio, ritiene che la propria situazione finanziaria sia peggiorata rispetto a un anno fa. Per contro soltanto il 29% degli intervistati in Germania e il 28% in Olanda reputa che la propria condizione economica abbia subito un peggioramento.
Sul piano della sicurezza finanziaria, l’Olanda si colloca al primo posto nella classifica IFW, con l’Italia all’ultimo posto e il Regno Unito al terzo. Per dare un’idea di quanto la situazione dell’Italia sia allarmante va rilevato come riguardo a questo parametro il nostro Paese registri un punteggio di -75 contro un +69 dell’Olanda: il distacco tra i due Paesi è di oltre 140 punti. A livello europeo il ritorno dell’inflazione resta la questione più pressante per i consumatori (37%), prima ancora dei timori sull’aumento della disoccupazione (19%), il calo del reddito (15%) o l’aumento della pressione fiscale (15%). Secondo lo studio di Janus Capital, una percentuale significativa degli intervistati (il 16%) ha dichiarato che il proprio reddito non è sufficiente a coprire l’attuale livello di spesa determinando la necessità di contrarre debiti.
Inoltre quasi la metà degli intervistati (49%) si limita a sbarcare il lunario senza riuscire a risparmiare. Circa un terzo degli intervistati (32%) sta invece cercando effettivamente di risparmiare denaro.
L’avversione al rischio pare dunque strutturale a livello europeo. Anche sul fronte della pianificazione previdenziale non mancano le cattive notizie. I cittadini europei continuano ad avere un’aspettativa di pensionamento a un’età media di 63 anni senza tuttavia accumulare sufficiente denaro a fini pensionistici.
Nonostante le riforme economiche intraprese da numerosi governi europei, le giovani generazioni non sembrano essersi rese conto di dover lavorare in media fino a un’età più avanzata rispetto ai loro genitori. Al contempo più di sei europei su dieci (61%) ritengono di non risparmiare a sufficienza a fini previdenziali. Un barlume di speranza all’orizzonte finanziario proviene dall’atteggiamento nei confronti del settore immobiliare. Quasi la metà dei consumatori europei (41%) si attende un aumento dei prezzi degli immobili nei prossimi 12 mesi, mentre soltanto il 17% prevede un calo.
Il 44% degli intervistati ritiene che questo sia un ottimo momento per acquistare un immobile, sebbene tale dato sia notevolmente in ribasso rispetto a quello dello scorso anno, che era pari al 54%, in linea con la volatilità del mercato immobiliare degli ultimi mesi. In questo settore l’Olanda si colloca all’ultimo posto degli indicatori IFW che vede in testa la Germania.


