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Uno spiraglio tra i mattoni: la rivincita dei fondi immobiliari

creato da grafici ultima modifica 07/03/2011 22:10

La ripresa non è omogenea ma i segnali si cominciano a vedere: a cominciare dalle transazioni

Rivincita per il mondo dei fondi immobiliari. Dopo quasi due anni di recessione, si intravedono degli spiragli di ripresa a livello mondiale, anche se a ritmi indifferenziati. Infatti dal rapporto presentato quest’oggi da Scenari Immobiliari e intitolato “Risparmio, Investimenti e Fondi Immobiliari: prospettive per il 2011”, emerge che nei primi dieci mesi del 2010 si è registrato un lieve aumento delle transazioni e un rallentamento del calo dei valori. “È una conferma della validità dello strumento, che deve diventare sempre più uno strumento di investimento” racconta Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari. “Nel 2010 si è registrato un ritorno positivo dei fondi e dei REIT e un picco storico del patrimonio” continua l’esperto. Difatti il Nav è salito da 1.390 miliardi di euro del 2009 ai 1.430 miliardi previsti per fine 2010, con un aumento del 2,9%. L’aumento è stato vistoso soprattutto nel primo semestre, mentre nel secondo si è assistito a un rallentamento della crescita. A livello mondiale è diminuita la quota di mercato detenuta dai Reit, mentre è cresciuta la quota detenuta dai fondi immobiliari non quotati, ed è rimasta stabile la quota di quelli quotati. “Il prodotto fondo si sta confermando uno strumento ciclico e adatto sia a investitori retail, sia a grandi investitori” prosegue Breglia. Seppure continua a soffrire della mancanza di liquidità, che continua ad essere uno dei problemi più gravi di cui risente il settore. In tutti i paesi i governi stanno studiando misure d’emergenza per sostenere le società, in particolare si stanno studiando cambiamenti alle normative in merito agli aspetti fiscali e alla distribuzione dei dividendi, il blocco della richiesta di restituzione di quote o i prolungamenti dei tempi concessi per la vendita di patrimoni in scadenza. E anche in Italia la normativa sui fondi immobiliari è nell’occhio del ciclone, così come spiega Breglia. “La nuova normativa, in particolare il D.L. 78 convertito in legge 122/2010, che ha bisogno ancora dei decreti attuativi ha avuto degli effetti di rallentamento sul mercato italiano”. Il problema principale è che si è passati da un sistema consolidato, controllato nel quale la maggior parte delle operazioni è effettuata attraverso lo strumento fondi, a un sistema che ne impedisce lo sviluppo. “È alquanto paradossale che, mentre nel resto d’Europa si studiano delle normative a sostegno dell’industria in Italia si rischia di sfasciare un settore che ha portato trasparenza e gettito” continua Breglia. Difatti tra il 2000 e il 2010 il patrimonio dei fondi immobiliari è aumentato di 15 volte, la seconda migliore performance a livello europeo e con un Nav di 36,8 miliardi di euro (stima a fine 2010) si colloca al terzo posto in Europa superando anche il Regno Unito e rappresentando il primo “portafoglio privato” in Italia. E anche a livello di performance i dati sono soddisfacenti. La performance media del settore, calcolata sul roe dei fondi retail e di un campione di fondi riservati è stimata al 2,8% per fine anno, contro l’1,3% dello scorso anno. Perché quindi penalizzarlo?

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Commenta Marcella Persola | 01 dicembre 2010 14:30
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