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Eurobond sempre più plausibili
La Commissione Ue intende definire una roadmap per gestire il debito europeo
Tre opzioni per arrivare all’emissione di Eurobond in parallelo a un nuovo giro di vite sulla vigilanza sui conti pubblici: le propone la Commissione Ue. In un documento Bruxelles rilancia l’idea di un’agenzia europea per la gestione del debito sovrano e stringe i tempi sulla fattibilità di quelli che preferisce chiamare “stability bond”. L’obiettivo è definire una roadmap entro la metà di febbraio. Il documento della Commissione (un cosiddetto Libro verde) fa parte di un pacchetto di misure anti-crisi che sarà adottato mercoledì e che comprende anche due proposte di regolamento destinate a rafforzare la disciplina di bilancio e i controlli esercitati dalle autorità di vigilanza europee sui conti pubblici nazionali. Nella bozza del Libro verde che domani sarà al centro di un’ultima riunione tecnica, si legge che anche solo la «prospettiva» di emettere Eurobond (o stability bond che dir si voglia), potrebbe «potenzialmente e velocemente alleviare» l’attuale crisi dei debiti sovrani.
Questo perchè, spiega la Commissione, indipendentemente dalle soluzioni “tecniche” che saranno scelte, se è vero che l’effettiva nascita degli Eurobond richiederà “del tempo”, è anche vero che già il solo effetto annuncio potrebbe avere un “impatto i mmediato sulle aspettative dei mercati” e allentare la pressione sui Paesi attualmente in difficoltà. Affinchè questo scenario si realizzi, avverte comunque Bruxelles, sarà indispensabile che la messa a punto di una “roadmap” per arrivare agli Eurobond sia accompagnata in parallelo da un “sostanziale rafforzamento della viglianza sui conti pubblici e del coordinamento delle politiche” di bilancio. Solo così si potrà neutralizzare le tentazioni di “azzardi morali” che gli stability bond potrebbero generare tra i governanti dei Paesi con problemi di bilancio e assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche.
Tre le ipotesi sul tavolo che, secondo alcune analisi contenute nel documento, potrebbero portare i rendimenti degli Eurobond a essere solo di mezzo punto superiori a quelli di Bund tedesci. La completa sostituzione delle emissioni di titoli pubblici nazionali con Eurobond garantiti da tutti i Paesi di Eurolandia, la sostituzione parziale e una sostituzione parziale senza garanzie congiunte e con una responsabilità pro-quota che resterebbe in capo ai singoli Stati. Le prime due soluzioni, evidenzia Bruxelles, sono quelle darebbero maggiori vantaggi, ma richiederebbero modifiche del Trattato e tempi abbastanza lunghi per la loro applicazione. Inoltre, si scontrerebbero contro i vincoli imposti al governo tedesco dalla Corte Costituzionale. La terza opzione potrebbe essere realizzata invece in tempi relativamente rapidi, ma comporterebbe minori vantaggi. Per questo la Commissione prospetta anche la possibilità di un mix tra le diverse opzioni e la realizzazione del progetto in base alla definizione di una ‘roadmap’ che ne fissi la realizzazione per tappe.


