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Le obbligazioni convertibili giocano in difesa per rilanciarsi nel 2012
Secondo il gestore del fondo M&G Global Convertibles Léonard Vinville, per quest’anno il mercato delle obbligazioni convertibili trarrà beneficio dalla...
“Ci aspettiamo che nel 2012 il mercato delle obbligazioni convertibili trarrà beneficio dalla sua posizione più difensiva, caratterizzata da interessanti livelli di profitto e valutazioni più basse”.
È l’analisi del gestore del fondo M&G Global Convertibles Léonard Vinville che ritiene che la maggior parte di questo tipo di obbligazioni (che permettono alla scadenza di romborsare il sottoscrittore attraverso la consegna di titoli di altra specie e di valore uguale) possa beneficiare dalle attuali condizioni del mercato.
“Nel corso del 2011”, prosegue lo studio di Vinville, “il mercato delle convertibili, come registrato dall’Indice Ubs Global Convertible, ha visto un calo del 4,0% mentre l’Indice Ubs Global Convertible Focus, che misura le convertibili ‘bilanciate’, è sceso dell’1,5%”.
Ad aver pesato in negativo i prezzi deboli delle azioni, soprattutto nella seconda parte dell'anno, e gli ampi differenziali di rendimento del credito come per esempio “lo spread sulle obbligazioni ad alto rendimento che è aumentato di circa 190 punti base”.
D’altro canto fa notare lo studio che oggi “molte convertibili sono scambiate a livelli prossimi al valore minimo delle rispettive obbligazioni e questo riduce il rischio di un crollo del prezzo, mentre produce più alti livelli di profitto per gli investitori”.
Per il 2012 il Fondo M&G si attende un restringimento degli spread quando i mercati finanziari si stabilizzeranno, portando conseguentemente un aumento del valore minimo delle obblgazioni.
Previsto inoltre il riscatto di circa il 15%, secondo i dati di Barclay Capital, dell’intero mercato delle convertibili, e "ci aspettiamo che le emittenti rifinanzieranno molti di questi strumenti; tuttavia la quantità di nuove emissioni che saranno immesse sul mercato dipenderà dalla fiducia degli investitori e dalla fiducia nei mercati del credito”.


