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Napolitano: si chiude un anno nero per i titoli di Stato italiani
Il 2011 ha segnato per i Btp una perdita sul prezzo che non si registrava dal 1992 e del crollo della lira...
Un anno davvero difficile per i titolo di Stato italiano che archiviano il 2011 con una perdita sul prezzo a -5,7% complessivo, dato che non si registrava dal 1992 e dal crollo della lira.
A quasi 530 punti, ieri il Btp decennale italiano ha chiuso a non distante dal record di 574 segnato a novembre al crepuscolo del governo Berlusconi
Andamento contrario invece per il Bund, considerato porto sicuro e a causa del quale si sono acuite le tensioni sullo spread con il nostro decennale. Il titolo di Stato tedesco ha visto un vero e poprio rally, con una corsa a comprare che non si vedeva dal 2008.
“I nostri buoni del Tesoro” ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel discorso di fine anno “nonostante i segnali incoraggianti degli ultimi giorni, restano sotto attacco nei mercati finanziari. Il debito pubblico che abbiamo accumulato nei decenni pesa come un macigno e ci costa tassi di interesse pericolosamente amaro”.
Il calo dei rendimenti nelle ultime due aste dell'anno ha beneficiato principalmente i titoli a breve, i Bot, i Ctz e i Btp triennali, segno che, grazie anche al nuovo assetto governativo e all'ultima manovra firmata da Mario Monti, i mercati non temono più problemi di solvibilità nel breve termine, ma sul lungo periodo il discorso è diverso. Nessuno infatti vuole esporsi al debito e gli investitori continuano a pretendere un rendimento del 7%


