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Euro, un continuo “stop and go” il peso della volatilità è sovrano

creato da grafici ultima modifica 11/03/2011 07:49

Robert Mialich (strategist UniCredit): “Anche quest’anno per il Forex si sale sulle montagne russe”

“L’euro ha messo un po’ di fieno in cascina ma non ha di fronte sorti magnifiche e progressive”. Roberto Mialich, strategist valutario di UniCredit, non crede che i tormenti della moneta unica siano finiti. La sua wiew sul mercato Forex per il 2011 la riassume così: “Compratevi un altro biglietto per salire sulle montagne russe”. Di recente non è mancata qualche buona notizia per l’euro, a partire dall’accoglienza riservata alle aste dei “periferici”, seppure a carissimo prezzo per gli emittenti. Inoltre, Cina e Giappone hanno messo mano al portafoglio, dimostrando di voler contribuire alla stabilità finanziaria della Ue con acquisti di bond. “Due fatti positivi - prosegue Mialich - che hanno costretto a ricoprirsi chi aveva pesantemente scommesso contro la valuta comune, ma si è trattato di “short covering”, perché il problema della sostenibilità di alcuni debiti periferici in area euro è tutto da risolvere”. Dr. Mialich, per l’euro è stato un semplice rimbalzo? Per ora sì, mi aspetto ancora ondate di volatilità sul Forex per tutto il 2011. Non ci sono trend chiari e definiti all’orizzonte, mentre assisteremo a movimenti facilmente reversibili, a continui “stop and go” e false partenze. In termini operativi eviterei accuratamente di stare “corto” di volatilità. Quali le attese sul cross euro-dollaro? Lo vedremo parecchio in altalena, non mi stupirei di un obiettivo a quota 1,37, salvo ripiegare e da lì puntare verso 1,40. D’altra parte non ci sono nemmeno ragioni di tracollo, perché se in piena emergenza la moneta comune ha tenuto quota 1,20, non vedo perché dovrebbe precipitare adesso. Ovviamente, dipenderà molto dal comportamento della Fed e della Bce. In che senso? Non mi aspetto una crescita negli Usa tale da costringere Bernanke a una repentina svolta sui tassi. Diciamo che fino al prossimo giugno non succederà nulla. Gli ultimi dati hanno confermato un Pil del quarto trimestre al 3,2 per cento, sotto le attese. In ogni caso si può stimare una crescita nel 2011 al 3,5 per cento. La domanda è: quanto potrà risultare sostenibile con così tanti disoccupati? Non dimentichiamo che a giugno finirà il programma di Quantitative Easing 2 ma c’è da escludere che ne avremo un terzo o un quarto. È anche vero che la ripresa Usa sembra muoversi positivamente, sia sul versante dei consumi che degli investimenti, ma il percorso sarà graduale e accidentato. Il risultato è un cross euro-dollaro che al netto di qualche giravolta rimarrà in un canale laterale, dove le spinte e le controspinte nel breve si elideranno nel medio termine. Manca un trend forte. Dobbiamo attenderci altre tensioni sui debiti sovrani dei periferici europei? Nel complesso la situazione sui mercati finanziari continua a supportare la crescita economica in Europa, ma sul fronte del debito sovrano Grecia, Irlanda e Portogallo restano sorvegliati speciali. In particolare il Portogallo dovrà fare fronte a scadenze rilevanti già nel primo trimestre 2011, e potrebbe non avere alternative a quella di chiedere aiuto finanziario alla Ue e al Fmi. Inoltre, su tutto incombe il rischio Spagna. Non credo ai rischi di contagio, ma la situazione non è delle più facili. Intanto l’Italia continua a stare fra i “PIIGS”… Sicuramente eventuali tensioni su altri periferici finirebbero per scaricarsi anche sul nostro Paese, ma i mercati hanno finora apprezzato il rigore mostrato nei conti pubblici. L’importante è non perdere la barra. Che attese sull’inflazione in Europa? Se dovesse rialzare la testa? Come potrebbe muoversi la Bce? Purtroppo, da questo punto di vista la Bce può fare poco, anzi nulla. Non potrà certo alzare il costo del denaro qualora vi fossero pressioni sui prezzi, col rischio di innescare nuove tensioni finanziarie a livello sistemico. Con ogni probabilità la exit strategy riprenderà corpo solo verso la fine dell’anno; mi aspetto un rialzo graduale dello 0,25 già nel 2011, ma saranno scelte che dovrà fare il nuovo governatore, visto che Trichet lascerà, come noto, la guida dell’Eurotower. Tornando al Forex: la sterlina inglese ha preso una botta, il franco svizzero resta fortissimo, le valute di Svezia e Norvegia hanno corso molto.


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Commenta Claudio Kaufmann | 07 febbraio 2011 18:30
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