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Glencore-Xstrata: il nuovo maxi-polo delle materie prime
L'operazione tra il gruppo svizzero e il quarto operatore mondiale di minerali diversificati è definita fusione alla pari e...
Dopo quasi cinque anni alla fine la corte spietata della svizzera Glencore al quarto operatore mondiale di minerali diversificati Xstrata ha dato i suoi frutti. L’operazione, “definita fusione alla pari”, darà vita a un maxi polo nel settore minerario, dell’agricoltura e al commercio, dal valore di circa 90 miliardi di dollari.
La maggior trading house di commodities diversificate emetterà 2,8 nuove azioni per ogni titolo del gruppo connazionale. Il rapporto è un premio del 15,2% ai detentori di azioni Xstrata rispetto al valore del titolo mercoledì scorso, recita una nota congiunta, prima che cominicassero a circolare le prime indiscrezioni sull'operazione.
Secondo alcune stime la nuova società potrebbe raggiungere un fatturato di circa 220 miliardi di dollari nel 2012 e un utile netto di 9,4 miliardi. Il futuro amministratore delegato sarà Mick Davis, attuale numero uno di Xstrata, mentre a ricoprire il ruolo di presidente l’a.d. di Glencore, Ivan Glansenberg. Advisor dell'operazione saranno Citigroup e Morgan Stanley per Glencore, e Deutsche Bank, Jp Morgan, Goldman Sachs e Nomura per Xstrata.
Ma non manca chi potrebbe mettere il bastone tra le ruote. Almeno due dei principali azionisti di Xstrata minacciano infatti di votare contro la fusione con Glencore perchè l'operazione sottovaluta le loro azioni. Standard Life Investments and Schroders insieme controllano il 3,6% del gigante minerario, ma il 5,6% delle azioni necessarie per approvare la fusione, secondo i dati di Reuters. La mossa di Standard Life, il quarto azionista di Xstrata, e del fondo Schroders potrebbe essere seguita da altri azionisti.
Intanto, Xstrata ha riportato i risultati del 2011, in linea con le attese. L'ebitda è stato di di 11,6 miliardi di dollari, in aumento del 12% rispetto ai 10,4 miliardi di dollari dello scorso anno. I profitti sono saliti del 12% rispetto allo scorso anno a 5,7 miliardi di dollari, mentre l'eps è salito a 1,9 dollari rispetto ai circa 1,7 dello scorso anno. Il dividendo per azione nel 2011 sarà di 40 centesimi, contro i 25 del 31 dicembre 2010.


