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Materie prime ai massimi da sette settimane
L'oro e l'argento hanno superato le soglie psicologiche di 1400 e 30 dollari l'oncia ignorando in pieno i dati deludenti diffusi ieri sull'economia a stelle e strisce.
Le materie prime hanno ignorato i dati deludenti sull'economia Usa e aiutati dal ribasso del dollaro hanno concluso la giornata quasi tutte sui massimi. Con le borse londinesi ancora chiuse per le festività natalizie, le contrattazioni sono state anche ieri molto ridotte.
Gli investitori, prevalentemente orientati all'acquisto, hanno permesso al rame di aggiornare ancora una volta il record storico al Comex. In rialzo sulla stessa piazza anche i metalli preziosi, con l'oro e l'argento che sono tornati di slancio a superare le soglie psicologiche, rispettivamente, di 1.400 e di 30 dollari l'oncia.
Il petrolio ha flirtato a lungo coi record, ma in chiusura soltanto il Brent – e non il Wti – era ai massimi da ottobre 2008: 94,38 dollari al barile. Sui mercati agricoli i record non si contano. All'Ice il caffè arabica è ai massimi da tredici anni, lo zucchero grezzo da trenta. In rialzo anche i l cacao (+0,8%), mentre il cotone sodo è arretrato dell'1%. Sia a Parigi che a Chicago il frumento è ai massimi da oltre due anni. Stesso record al Cbot per il mais e per i semi di soia, mente il riso grezzo ha perso l'1,2%.


