stress test per le banche che distribuiranno dividendi
A Wall Street non basta Target per tornare a sorridere
Nonostante il buono stato di forma di alcune blue chip sul listino americano torna a prevalere la prudenza, mentre al Senato Bernanke difende la strategia della Fed di tornare ad acquistare T-bond
Dopo la pesante battuta d’arresto di ieri Wall Street oggi prova a mantenersi a galla, con Ben Bernanke che difende davanti al Senato Usa la scelta di varare una nuova serie di acquisti di titoli di stato ribadendo che la decisione non è stata presa per indebolire il dollaro ma per cercare di sostenere l’economia. Allo stesso tempo gli operatori guardano con molta prudenza alle misure anti inflazione preannunciate oggi dal premier cinese Wen Jiabao e al dato deludente dell’apertura di nuovi cantieri edilizi in deciso calo ad ottobre, solo in parte controbilanciato dal dato sull’inflazione di ottobre più moderato delle attese.
Così a fine giornata l’indice Dow Jones segna -0,14%, mentre l’S&P500 è stabile (+0,02%), il Nasdaq recupera lo 0,25% (semiconduttori: -0,06%) le small cap del Russell 2000 recuperano lo 0,34%.
Tra i migliori si mettono in luce oggi Metropcs Communications, Kohls, Quanta Service, ma anche Target, che prevede forti vendite nella decisiva stagione natalizia (dovrebbero risultare le migliori degli ultimi tre anni) e che intanto i costi legati alla gestione delle sue carte di credito calare dando spazio agli utili della divisione stessa di più che raddoppiare a 130 milioni di dollari nel terzo trimestre (535 milioni di dollari l’utile netto del gruppo) e Discovery Communications.
Male invece Netapp, come pure Regions Financials, First Solar, che soffre il downgrade da parte degli analisti di Credit Suisse legato alle prospettive di una domanda “piatta” che finirà col far crescere la competizione sui prezzi facendo calare i margini delle aziende del settore, Memc Electronic Materials e KeyKorp, che come Regions Financials soffre la decisione della Federal Reserve di sottoporre a stress test le banche prima di autorizzarle a distribuire utili tramite dividendi ai propri azionisti.
Anche i T-bond vivono una seduta interlocutoria col rendimento a 10 anni che rimbalza al 2,87% (dal 2,83% di ieri), mentre quello sul trentennale risale al 4,28% (dal 4,26%), mentre l’oro cala a 1334,8 dollari l’oncia (5,5 dollari peggio della precedente chiusura), l’argento rimbalza a 25,57 dollari (14 centesimi sopra i livelli di ieri) e il petrolio cade a 80,37 dollari al barile (1,82 dollari peggio della vigilia), sui minimi delle ultime 4 settimane.


