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La crisi? Tre metri sopra il cielo

creato da Gianluca Anghinelli ultima modifica 25/01/2012 17:08

Per Barclays Capital c’è una relazione tra la costruzione di grattacieli e le correzioni di Borsa

Più i grattacieli svettano verso il cielo, più il tracollo dell’economia si avvicina. La curiosa correlazione è emersa da uno studio condotto da Barclays Capital, braccio di investimenti di una delle maggiori banche britanniche, secondo cui esiste un rapporto inverso tra la costruzione di edifici sempre più alti e una crisi finanziaria imminente. E in effetti, se mettiamo in fila i nomi dei grandi grattacieli pare di percorrere la via crucis del capitalismo internazionale.

Gli analisti di Barclays citano l’Empire State Building, costruito a New York nel 1930, nel pieno della Grande Depressione, la Willis Tower di Chicago, eretta nel 1974 al culmine dello shock petrolifero, e le Petronas Towers della Malaysia, risalenti al 1997, periodo della crisi finanziaria asiatica, per arrivare infine al grattacielo Burj Khalifa, inaugurato nel 2010 a Dubai in piena crisi economica. Spesso gli edifici più alti del mondo, sostengono gli analisti, “rispecchiano una sbagliata allocazione del capitale e l’imminenza di una correzione economica”.

Il boom edilizio, ha spiegato Andrew Lawrence della Barclays di Hong Kong, “è un segno di credito eccessivo”: storicamente la costruzione di grattacieli ha seguito un trend positivo in economia, fatto di eccesso di ottimismo, credito facile e prezzi dei terreni in aumento. Ma nel momento in cui le costruzioni terminano, l’economia entra in recessione. Analizzando la situazione in quest’ottica, ammoniscono i fautori del cosiddetto Skyscraper Index (“l’indice del grattacielo”), gli investitori dovrebbero prestare particolare attenzione alla Cina e all’India: la prima conta al momento il 53% degli edifici più alti in costruzione nel mondo, mentre la seconda, che per ora ha completato solo due grattacieli, ne ha altri 14 in costruzione e dovrebbe inaugurare entro il 2016 il secondo più alto del mondo, la Tower of India.

Questa esplosione delle costruzioni faraoniche rischia di nuovo di finire male, osserva Barclays, che si aspetta una correzione economica per le due grandi economie asiatiche nei prossimi cinque anni. Ma, stando alla teoria della banca britannica, anche la stessa Londra avrebbe una spada di Damocle che pende sulla sua testa: l’inaugurazione dello Shard, la “scheggia” di vetro progettata dall’architetto Renzo Piano, che dovrebbe avvenire entro giugno e che, con i suoi 310 metri, sarà l’edificio più alto dell’Europa occidentale.

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