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Se un tablet può salvare i risparmi

creato da Gianluca Anghinelli ultima modifica 20/02/2012 12:26

Il settore tecnologico può offrire un buon rapporto rischio/rendimento. Parla O’Gorman (Henderson)

Oltre al difficile scenario macroeconomico dominato dalla persistente crisi dell’eurozona, le società del settore tecnologico hanno dovuto affrontare le conseguenze sulla produzione di alcuni disastri ambientali: dal terremoto e lo tsunami in Giappone, alle alluvioni in Thailandia. Stuart O’Gorman, gestore del fondo Henderson Global Investors, ritiene però che “la tecnologia possa offrire un buon rapporto rischio/rendimento per gli investitori nella maggior parte degli esiti macroeconomici, nonostante sia difficile essere dichiaratamente rialzisti nel medio-lungo periodo”. Manco a dirlo le società più redditizie sono quelle americane, che hanno riportato bilanci positivi a dispetto della crisi. Ma nel complesso è l’intero settore tecnologico a rappresentare un buon investimento per diversificare il proprio portafoglio.

Connettività wireless, prodotti digitali, social network, tablet: sono solo alcune delle importanti novità in atto che stanno cambiando il nostro modo di vivere e di fare bunsiness. Le società stanno infatti considerando la tecnologia come un costo necessario e stanno ricominciando a considerarla un modo per incrementare il fatturato e ridurre gli altri costi. Ma si impone una certa cautela per gli investitori “che dimenticano il fatto che le società di tecnologia cosiddetta ‘rivoluzionaria’ non sono di per sé immuni alle rivoluzioni e che, più banalmente, confondono una corposa forza ciclica con una crescita più stabile”.

SEMICONDUTTORI

All’interno del settore, l’esperto preferisce dare la precedenza a produttori di semiconduttori ben gestiti e ampiamente diversificati, quali Texas Instruments e Analogue Devices, e a società legate alla crescita della connettività quali Samsung, Altera e Sandisk. Le preoccupazioni macro, in particolare per quanto riguarda i mercati emergenti, “ci impediscono al momento un posizionamento overweight più aggressivo”, conclude il money manager.

APPARECCHIATURE PER LA COMUNICAZIONE

Per la maggior parte dei titoli relativi alle apparecchiature per la comunicazione è stato un anno molto duro. Molte delle aziende scarsamente posizionate strutturalmente, come Nokia, Research In Motion e Alcatel hanno continuato a implodere. I dispositivi mobili in generale hanno rappresentato un’area disastrosa per gli investitori del settore, con Apple e Samsung a dominare la scena. “È nostra opinione che questa tendenza continuerà. Nel complesso, siamo leggermente underweight sul settore”.

INTERNET

Il comparto nel complesso è stato uno dei più performanti nel 2011. “Rimaniamo decisamente overweight, perchè lo stesso rimane esposto a molte delle nostre tematiche favorite, specialmente l’e-commerce e la pubblicità via internet”, spiega o’Gorman. Nomi quali Google, Amazon e Priceline continuano a beneficiare dello spostamento verso internet del comportamento d’acquisto, da parte sia dei consumatori sia delle aziende.

SERVIZI IT

Nel 2011, il settore è stato uno dei più solidi a livello globale, ma ha leggermente frenato la performance del fondo. La natura difensiva (o quantomeno di fine ciclo) di molti dei modelli di business è stata attraente perchè gli investitori cercavano un riparo dalla macro tempesta. Il fondo ha beneficiato dell’esposizione ai titoli relativi ai servizi It corretti, possedendo leader globali gestiti quali Accenture e Ibm, che hanno continuato a sottrarre quote agli attori più piccoli a livello regionale.

SOFTWARE

Anche il software ha leggermente frenato la performance dello scorso anno. Pur se il fondo ha evitato alcuni disastri quali ad esempio Nintendo, ciò è stato più che compensato da rendimenti davvero scarsi in Temenos, la società di banking software. “Per il futuro, ci manteniamo abbastanza neutrali nel settore, invertendo una tendenza overweight strutturale di lunghissimo periodo nell’area. Attualmente, riteniamo che nomi più ordinari quali Intuit, Checkpoint e Microsoft siano più allettanti per sfruttare le tendenze nel settore software”, precisa il gestore.

COMPUTER HARDWARE

Lo scorso anno, i titoli nel settore hardware hanno contribuito in maniera modesta alla outperformance nel fondo. Il peso maggiore è quello di Apple, che costituisce all’incirca il 60% del settore, a lungo in una posizione overweight per il fondo. Purtroppo, “ci troviamo ora obbligati a un posizionamento underweight, poiché supera il 10% del benchmark. Abbiamo recentemente incrementato le posizioni su Hewlett Packard e Dell, a causa di valutazioni estremamente basse. Sebbene si tratti di aziende strutturalmente provate, sono quotate per un collasso alla base, che riteniamo improbabile”, conclude l’esperto.

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