sottotono i titoli del risparmio gestito
Milano in rialzo grazie a trimestrali e giudizi analisti
A Mediaset fanno bene i conti di Telecinco, mentre i numeri di Eni battono le attese. Bene anche Medioboanca (dopo una buona trimestrale) mentre Enel non risente del taglio dei prezzi dell'Ipo di Enel Green Power deciso per evitare un flop
Finale di seduta in deciso allungo a Piazza Affari, che così mette fine a tre giorni di sedute in calo, con l’indice Ftse Italia All-Share che risale a 22.087,72 punti (+1,19%), mentre l’Ftse Mib torna a quota 21.509,62 (+1,22%) e l’Ftse Italia Star chiude in area 11.222,86 (+0,26%).
Tra le blue chip si mettono in luce in particolare Mediaset, dopo buoni risultati sui nove mesi per la controllata spagnola Telecinco, e Stm, su cui gli analisti rinnovano i giudizi con Deutsche Bank che migliora il rating da “add”, accumulare, a “buy”, acquistare, Ubs che alza il target price da 5,65 a 6,30 euro e Nomura che lo porta da 8,10 a 8,40 euro per azione.
Una trimestrale migliore delle attese (utile netto 1,72 miliardi di euro, +39% su base annua, contro un consensus di 1,3 miliardi) fa salire anche Eni, mentre pure Exor e Atlantia (nel cui capitale Sintonia, holding della famiglia Benetton, sale al 42,245% dopo aver acquistato a 16 euro per azione, per complessivi 309,6 milioni di euro, un altro 3,2% da Aabar Infrastructure), tutte in crescita di oltre il 2%.
Appena sotto il 2% di rialzo, ma sui massimi degli ultimi sei mesi, chiude Mediobanca, a sua volta beneficiaria di una trimestrale superiore alle aspettative del mercato. Positivo anche Enel, nonostante l’ex monopolista elettrico italiano abbia dovuto ridurre a 1,6 euro il prezzo minimo della forchetta indicativa (inizialmente fissata in 1,8-2,1 euro) per venire incontro alle richieste degli investitori istituzionali e scongiurare il flop dell’Ipo della controllata Enel Green Power secondo quanto ha riferito l’agenzia Bloomberg.
Sottotono restano Azimut e Mediolanum, che paiono accusare i dati negativi emersi dalla giornata del risparmio per qual che riguarda la capacità di risparmiare delle famiglie italiane, sempre più pessimiste sul futuro e in difficoltà nel far fronte alla crisi. Male anche Impregilo, dopo che il consorzio da lei capeggiato (e di cui faceva parte anche Astaldi) haperso la gara per realizzare una linea metropolitana a Panama. In rosso, ma in ripresa rispetto alla mattinata, anche Italcementi e Mps.


