Pil, confcommercio: nel 2010 aumenterà dello 0,7%
Con una novità: il Centro crescerà più del Nord, grazie ai servizi. Ma per Confconsumatori e Adusbef, "in assenza di un'indispensabile manovra che aumenti il potere di acquisto delle famiglie", i dati sono ottimistici.
Previsioni al rialzo per il prodotto interno lordo in Italia. Ma i numeri, in valore assoluto, restano ancora contenuti. Secondo Confcommercio, il Pil nel 2010 dovrebbe registrare una crescita dello 0,7%, dopo il calo del 5% del 2009 e dell'1,3% del 2008. Il rialzo si dovrebbe poi attestare all'1% nel 2011.
Il Rapporto del Centro Studi della confederazione sulle previsioni del Pil nelle regioni italiane mostrano un cambiamento nella “geografia” della crescita, con il Centro Italia che vede la ricchezza prodotta crescere di più rispetto al Nord grazie alla maggiore presenza dei servizi di mercato. Il primo registrerà un aumento del Pil dell'1% nel 2010, mentre sia il Nord-est, sia il Nord-ovest dovrebbero segnare un progresso dello 0,7%. Più lenta la ripresa per le regioni meridionali dove il prodotto interno lordo è stimato in crescita dello 0,5%. Nel 2011 le regioni Centrali dovrebbero segnare una crescita del Pil dell'1,2%, quelle del Nord-ovest dell'1,1%, quelle del Nord-est dello 0,8% e il Sud dello 0,8%.
In termini comparativi, il Centro passerà dal 21% del Pil prodotto nel Paese nel 1995 al 22,1% previsto nel 2011, mentre la quota del Nord Ovest, area a maggiore concentrazione industriale, passera' dal 32,7% del 1995 al 31,6% previsto per il 2011.
Tra le regioni i rialzi piu' consistenti quest'anno dovrebbero essere registrati dal Lazio (+1,1%), Toscana (+1%) e Lombardia (+0,9%). Crescite piu' contenute per Basilicata (+0,2%), Calabria (+0,3%), Sicilia, Molise e Liguria (tutte a +0,4%).
Dopo Confcommercio, anche Federconsumatori e Adusbef hanno sfornato i loro numeri, che in assenza di ulteriori manovre sono inferiori rispetto a quelli della confederazione del terziario. In una nota congiunta i presidenti Rosario Trefiletti (Federconsumatori) e Elio Lannutti (Adusbef) fanno sapere che «secondo le nostre proiezioni, in assenza di un'indispensabile manovra che aumenti il potere di acquisto delle famiglie a reddito fisso attraverso processi di detassazione ed un blocco di prezzi e tariffe, il Pil del nostro Paese si attesterà quest'anno, ed anche con grande fatica, ad appena +0,3-0,4% e, nel 2011, a +0,6-0,7%». «Se non si agirà con urgenza su questo versante - si legge in una nota - è ottimistico credere che la crescita economica del nostro Paese si manterrà ai livelli, seppur miserrimi, prospettati da Confcommercio».


