Un limite ai bonus dei bankers
A Wall Street metà dei premi sarà dilazionata. Goldman Sachs ritarda di 5 anni il versamento
A più di due anni dall’esplosione della crisi finanziaria, arrivano le prime regole negli Usa sui bonus pagati a Wall Street. La Federal Deposit Insurance Corporation, l’agenzia federale che garantisce la sicurezza dei depositi bancari, ha proposto di ritardare di almeno tre anni il versamento della metà dei bonus ai dirigenti di banca. Sheila Bair, presidente della FDIC, ha commentato dicendo che “la mancanza di una regolamentazione in materia può incentivare la propensione al rischio, un comportamento che ha influito sulla crisi economica”. Secondo la proposta le banche con asset per più di 50 miliardi di dollari dovranno anche indicare i nomi dei dipendenti, principalmente trader, che potrebbero creare rischi per la stabilità della società. Le loro retribuzioni dovranno essere controllate continuamente. Alcune banche Usa hanno comunque già sottoposto i bonus a certe condizioni. Goldman Sachs ha deciso di ritardare di cinque anni il versamento dei bonus 2010 ai massimi dirigenti. Morgan Stanley, che in una singola negoziazione perse 9 miliardi di dollari nel 2007, è stata la prima banca a introdurre volontariamente la dilazione dei versamenti dei bonus, nel 2008. Anche dall’altra parte dell’oceano c’è chi corre ai ripari. Il governo britannico e le principali banche del Regno Unito hanno stretto un accordo sulle retribuzioni e i bonus dei manager degli istituti di credito e sull’ammontare dei prestiti che devono essere garantiti alle imprese. Barclays, Royal Bank of Scotland, Lloyds e Hsbc - ha affermato il cancelliere dello Scacchiere George Osborne di fronte ai parlamentari britannici - si sono impegnate a “pagare più tasse” e a “essere più trasparenti sui bonus che daranno”.


