Cina, il vino italiano prova a guardare oltre la Grande Muraglia
Nei prossimi tre anni vedranno la luce in Cina cento enoteche che venderanno esclusivamente vino italiano
La Cina impara ad apprezzare il vino italiano. In base a un accordo firmato di recente da Enoteca Italiana (Ente nazionale vini) e dalla cinese Beijing Zhengyuan Youshi, nei prossimi tre anni vedranno la luce nel Paese del Dragone cento enoteche che venderanno esclusivamente vino italiano. Un accordo non solo importante,ma anche ambizioso, osserva Fabio Carlesi, segretario generale dell’Enoteca Italiana, un ente di diritto pubblico fondato nel 1933 che raggruppa oggi decine di produttori. “Anche perché dieci delle nuove enoteche saranno già operative entro il 2011”. Inoltre, ha proseguito Carlesi, in Paesi come la Cina “non basta presentarsi alle fiere di settore e proporre agli importatori il proprio prodotto: c’è bisogno infatti di erudire i consumatori, che culturalmente sono ancora molto distanti dal mondo del vino”. D’altra parte, il passo è quasi d’obbligo se si considera, come ha ricordato il presidente di Enoteca Italiana, Claudio Galletti, che sul mercato cinese si prevede un aumento di consumo dei vini rossi del 36,4% entro il 2012 e un incremento ancora maggiore per quanto riguarda i vini bianchi, stimato intorno al 38%. Insomma, tutto sembra confermare che anche il futuro del vino italiano sia oltre la Grande Muraglia.


