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Il venture capital si fa immateriale

creato da Gianluca Anghinelli ultima modifica 19/08/2011 10:43

L’a.d. del gruppo: nel mondo dei servizi relazioni e contatti contano più del capitale

Puntare sul capitale umano per uscire dalla crisi. È questa la ricetta proposta da Angelo Pasquarella, che dopo una lunga carriera in ambito assicurativo (è stato direttore generale dell’Istituto per la Ricerca e lo Sviluppo delle Assicurazioni, l’Irsa) ha fondato circa sei mesi fa la società di consulenza Projectland, di cui è amministratore delegato e presidente.

Quello che propone Pasquarella, autore tra l’altro di diversi libri come “Il Quinto Stato”, è una sorta di venture capital di capitali immateriali, per aiutare i giovani imprenditori nello sviluppo di un’attività che si trasformi poi in una vera e propria impresa autonoma. “Oggi, soprattutto nel mondo dei servizi, sono più importanti gli aspetti legati al capitale immateriale che a quello materiale”, ha spiegato a SOLDI il numero uno di Projectland. “Un’azienda di servizi non comporta infatti dei grossi investimenti in termini di macchinari e materie prime.

Servono invece relazioni, serve stabilire un contatto con i clienti, avere idee di business, avere capitale umano e capitale organizzativo per rendere efficace l’azione delle persone”. Ed è proprio da questa premessa che a gennaio di quest’anno ha visto la luce Projectland: “il venture capital tradizionale mette a disposizione dei soldi a fronte di un’idea per lanciarla. Noi invece mettiamo a disposizione relazioni e know-how”.

Lo scopo finale della società creata da Pasquarella è quello di generare altre società scommettendo sulle idee dei giovani talenti, soprattutto nell’ambito della formazione. “Attualmente abbiamo quattro linee di business, riguardanti in particolare le modalità di accesso ai fondi per la formazione e per la ricerca, la formazione online a distanza, il concetto di formazione legata all’uso della web tv e la formazione one to one”, ha spiegato Pasquarella. “In pratica selezioniamo dei giovani talenti con spiccate doti imprenditoriali e concretamente mettiamo loro a disposizione in una logica di partnership contatti e competenze e costruiamo dei progetti, ottenendo un reddito che va in parte alla nostra azienda e in parte alle persone che con noi hanno lavorato al progetto.

Nel tempo dovremmo arrivare a costituire delle società separate compartecipate da Projectland, e si spera ci sarà un vantaggio in termini economici sia per noi come Projectland sia per i giovani imprenditori che ne diventeranno titolari”.

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Commenta Diana Bin | 19 agosto 2011 10:43
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