Le lezioni non finiscono mai
Per stare a galla in tempi di crisi è importante concentrarsi sull’aggiornamento professionale
Di imparare non si finisce mai, soprattutto nella società contemporanea dove il vero valore critico nel mondo professionale è rappresentato dal cosiddetto “capitale intellettuale”, ovvero dalla conoscenza. Questi i presupposti che hanno ispirato il convegno “L’Altra Formazione”, organizzato a Milano con l’obiettivo da un lato di presentare Projectland, nuova società nata all’inizio di quest’anno proprio per ideare progetti di consulenza, ricerca e formazione che favoriscano la crescita del capitale intellettuale delle imprese, e dall’altro lato di discutere e confrontarsi sulle modalità più efficaci di trasferire il sapere ai dipendenti di aziende grandi e piccole. Certo il tema della formazione è particolarmente spinoso in un momento in cui i contratti lavorativi sono sempre più “flessibili” (il che spesso fa rima con “precari”): investire tempo, energia e denaro per formare risorse destinate con ogni probabilità ad andarsene entro pochi mesi è poco conveniente anche per le aziende stesse. “Credo che anche il mondo politico e istituzionale si dovrebbe misurare sempre più su queste problematiche, e fare in modo che la formazione venga a costituire il supporto sociale che il pubblico deve dare agli individui”, ha detto a SOLDI Stefano Cordero di Montezemolo, presidente di Projectland oltre che direttore accademico della European School of Economics. “Io infatti sono un sostenitore del fatto che gli strumenti e i fondi per la formazione e debbano essere a supporto dell’individuo più che delle aziende in senso stretto, perché altrimenti è difficile per le persone con modalità contrattuali sempre più incerte essere seguite in adeguati processi di formazione”.
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