Soros, chi speculerà dopo di lui
L’uomo che “distrusse la Banca d’Inghilterra” ora gestisce il suo patrimonio, pari a 14 miliardi
La scorsa estate, ha chiuso un fondo hedge da 25 miliardi di dollari, il Quantum Fund, dopo quattro decenni di attività ininterrotta. E ha promesso di restituire i soldi agli investitori entro fine anno, pari a circa un miliardo. Intanto, anziché ritirarsi a vita privata, considerando la sua non più giovane età, ha preferito tenersi impegnato.
Passando così alla gestione del (solo) patrimonio suo e di quelli a lui più vicini. C’è da crederci? L’investitore miliardario Gorge Soros, senza dubbio uno degli uomini più ricchi al mondo (un patrimonio personale stimato nel 2010, secondo la classifica Forbes, a 14 miliardi di dollari), 81 anni, famoso per aver guadagnato 1,1 miliardi di dollari scommettendo contro la sterlina britannica nel 1992, negli anni ne ha devoluti almeno otto alle cause che gli stavano più a cuore.
Il re dei gestori, filantropo, filosofo, esperantista ungherese naturalizzato statunitense, cinque figli e due divorzi al suo attivo, la buona società di New York la conosce molto bene e non ha certo mai mancato di influenzarla. E proprio negli Stati Uniti è noto per avere elargito larghe somme di denaro agli avversari di George W. Bush nel corso delle ultime elezioni presidenziali mentre ha appoggiato il democratico Barak Obama alle presidenziali americane del 2008.
E c’è la sua fondazione politica, l’Open Society Institute, dietro alle rivoluzioni in alcune delle repubbliche exsovietiche e dietro alla nascita di più di un partito democratico nel mondo arabo. Lui, che nel 2010 ha versato un milione di dollari a favore della campagna per la legalizzazione della marijuana in California e su cui pende più di una causa (tra cui quella di un’ex fidanzata per non aver mantenuto la promessa di un appartamento nell’Upper East Side di Manhattan), proprio davanti al macrocosmo a stelle e strisce ha dovuto alzare le mani.
È stato a causa delle nuove riforme finanziarie di Obama, infatti, che inneggiano a più trasparenza e più regole, che si è visto costretto a chiudere il suo hedge fund. E ora? Chi saranno i suoi eredi? Quelli che sono considerati dai più i geni della finanza ma, al contempo, i grandi speculatori accusati da tutti di essere i responsabili dei quasi quotidiani crolli delle Borse? Secondo il Times, qualche mese fa, ci sarebbe stata una cena a New York nel corso della quale “i rappresentanti di alcuni dei principali hedge fund avrebbero parlato di scommettere contro l’euro” a seguito della crisi finanziaria in Grecia.
Per questo motivo, secondo il quotidiano, il dipartimento di Giustizia avrebbe chiesto ad almeno quattro fondi hedge di presentare i registri commerciali e altri documenti sensibili. Erano, nell’ordine, Greenlight Capital, Sac Capitol Advisors, Paulson & Company e Soros Fund Management. L’ultimo ha chiuso i battenti. Restano gli altri. Ma di questi tempi, anche loro, le macchine da soldi che vivono di scommesse sui ribassi e di vendite allo scoperto, non stanno certo navigando in buone acque. Anzi.


