2012 senza rame per le industrie
Anche per il prossimo anno gli esperti si aspettano un “gap” tra domanda e offerta
La carenza di rame causata dagli innumerevoli scioperi produttivi nelle miniere sudamericane sembra che possa persistere anche il prossimo anno. Secondo le recenti dichiarazioni rilasciate da OZ Minerals Ltd., il terzo produttore australiano per volumi, la domanda/ offerta di rame rimarrà sbilanciata anche nel 2012: “Il calo nella produzione che si è venuto a registrare in modo inaspettato all’inizio del 2011 sembra che possa continuare anche nel 2012” ha commentato uno dei manager della società durante un’intervista televisiva. Anche la banca d’affari Goldmana Sachs sembra d’accordo sul fatto che il deficit nella produzione del metallo porterà ad un rally nel secondo trimestre del prossimo anno e aggiunge che la domanda di rame continuerà a crescere del 4% annuo fino al 2015.
A sostenere la ripresa del metallo la continua urbanizzazione di Cina e India, due tra i più grandi consumatori di metallo al mondo. Al coro degli ottimisti si aggiunge anche Barclays Capital che stima il deficit di quest’anno in circa 536.000 tonnellate. Nell’ultimo anno molti sono stati gli scioperi che hanno colpito il settore minerario internazionale. Dal Cile al Perù passando per il Sud Africa, i minatori di mezzo mondo sembrano più coscienti che mai che il loro lavoro non è retribuito a sufficienza, soprattutto in anni dove i gruppi minerari hanno registrato utili record anno dopo anno. L’ultimo caso di sciopero è quello che interessa il complesso minerario di Grasberg. Si tratta della prima miniera al mondo nell’estrazione di oro e il terzo per il rame. L’immensa voragine si trova in Indonesia, nella provincia di Papua vicino a Puncak Jaya, la più alta montagna nella provincia di Papua. Qui, dallo scorso ottobre, oltre 8.000 lavoratori hanno incrociato le braccia chiedendo stipendi più equi. Chi volesse andare lungo sul prezzo del rame, a Milano, esiste l’ETFS Copper sponsorizzato da ETFS Securities. Si tratta di un ETC a leva 1 che nell’ultimo anno ha registrato un calo del 12,86% e di - 2,67% nell’ultimo mese.


