Piazza Affari chiude in rialzo trainata dalle banche
Come i principali listini europei anche la borsa di Milano termina sui massimi la seduta, spinta al rialzo dai titoli bancari. Incerto il gruppo Enel, brilla Impregilo
Chiusure sui massimi della giornata per i listini europei spinti ancora una volta dalla sola speranza di una soluzione alla crisi del debito greco, anche se un documento della “troika” Ue-Bce-Fmi citato dall’agenzia Bloomberg chiarisce ancora una volta che per riportare il rapporto debito/Pil di Atene al 110% entro il 2020 sarebbe necessario un “haircut” del 60% e ulteriori aiuti finanziari, ipotesi che appare lontana dal compromesso che potrebbe profilarsi tra Francia e Germania la prossima settimana così da giungere a un annuncio ufficiale al G20 del 3 e 4 novembre prossimi.
A fine giornata a Piazza Affari l’indice Ftse Italia All-Share rimbalza comunque a 16.915,04 punti (+2,42%) e l’Ftse Mib torna a quota 16.116,48 (+2,80%), mentre l’Ftse Italia Star, su cui il peso dei titoli bancari è trascurabile, si ferma in area 10.134,06 (+0,30%). In leggero calo anche lo spread Btp-Bund che sui 10 anni dopo aver toccato quota 406 ripiega e torna sui 380 punti base dai 402 di ieri.
Tra i singoli titoli la vittoria di giornata va a UniCredit che recupera oltre la metà dei punti persi ieri segnando +6,6% a fine giornata davanti a Intesa Sanpaolo, Mediaset, Fiat e Banco Popolare. In calo Enel Green Power (penalizzato dalla limatura del target price da 1,60 a 1,55 euro da parte di Citigroup), Ansaldo Sts, scivola in rosso nelle battute finali (dopo un seduta vissuta in rialzo di oltre un punto) anche Bpm, alla vigilia dell’assemblea per il rinnovo dei vertici. In calo anche Parmalat e Finmeccanica, mentre Enel, in rosso nella prima parte della giornata sempre a causa di Citigroup (che ha ridotto il giudizio da neutral a “sell”, vendere, con target price tagliato da 3,5 a 2,8 euro), si salva sul finale e chiude in rialzo di poco più di mezzo punto.
Tra le capitalizzazioni minori occhi puntati su Impregilo, in buona crescita tra rumors di un’intesa per il rifinanziamento del debito della controllante Igli (controllata pariteticamente da Benetton, Gavio e Ligresti) che prevederebbe anche un aumento da 50 milioni di euro.


