secondo l'eba serviranno 14,77 miliardi di euro
Milano euforica grazie al piano europeo, Mediolanum e Azimut +10%
I numeri del gruppo Fiat e di Eni sotto i riflettori almeno quanto le prime stime sulle ricapitalizzazioni necessarie alle maggiori banche italiane
Dopo tante sedute difficili a Piazza Affari è l’ora dell’euforia: grazie all’approvazione dell’ennesimo piano per risolvere la crisi del debito greco e rafforzare il sistema creditizio del vecchio continente a fine giornata l’indice Ftse Italia All-Share si è riportato sui 17.727,38 punti (+4,98%), mentre l’Ftse Mib è balzato a quota 16.954,68 (+5,49%) e l’Ftse Italia Star è risalito in area 10.357,09 (1,44%).
Tra i singoli titoli si sono messi in luce in particolare i finanziari - capitanati da Mediolanum e Azimut, in rialzo rispettivamente del 10,95% e del 10,17% - che non hanno risentito della necessità indicata dall’Eba (European banking authority) di 106 miliardi di ricapitalizzazioni per le 90 maggiori banche europee di cui 14,771 miliardi per le prime cinque banche italiane. Se alcuni broker hanno indicato in circa 8,5 miliardi il capital deficit di UniCredit (+7,49% in Borsa), attorno a 2 miliardi quelli di Intesa Sanpaolo (+10,09%), Mps (+5,11%) e Banco Popolare (+4,89%) e in circa 600 milioni quello di Ubi Banca (6,71%), in successive note Intesa Sanpaolo ha precisato che dai test Eba non è emersa alcuna necessità di ulteriori ricapitalizzazioni, mentre Mps ha indicato un’indicazione “preliminare” di poco più di 3 miliardi che però non terrebbe conto di alcune operazioni recenti e UniCredit ha parlato di 7,4 miliardi (che però scenderebbero a 4,4 miliardi circa tenendo conto dei cashes per il computo del Core Tier 1).
Sul resto del listino bene anche Mediaset e Saipem. In rosso tra i big solo Lottomatica, mentre hanno corso i titoli del gruppo Fiat con Fiat Spa che ha chiuso a +4,10% e Fiat Industrial a +7,4% grazie ai numeri positivi di Chrysler che fanno ben sperare anche per Cnh e quindi per il risultato complessivo delle due capogruppo italiane. Fiat Spa a borsa chiusa ha fatto poi sapere che il trimestre si è chiuso a livello consolidato con 17,6 miliardi di euro di ricavi e un utile netto di 112 milioni, che rettificati per alcune poste straordinarie o atipiche salirebbero a 300 milioni di euro interamente ascrivibili a Chrysler (senza la quale il gruppo avrebbe chiuso il trimestre in pareggio).
Quanto basta per rafforzare l’obiettivo di un utile della gestione ordinaria a fine anno a “oltre” 2,1 miliardi di euro (da “circa” 2,1 miliardi), confermando invece tutti gli altri target ossia oltre 58 miliardi di ricavi, utile netto di circa 1,7 miliardi, indebitamento industriale tra 5 e 5,5 miliardi, liquidità disponibile oltre i 18 miliardi a fronte di 5,5 miliardi di investimenti. Una trimestrale migliore delle attese ha spinto al rialzo anche Eni (+3,86%), che ha chiuso il terzo trimestre con un utile netto adjusted in crescita del 7% a 1,79 miliardi di euro ed un utile netto di 1,77 miliardi (+3%).


