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BB Biotech ora guarda alle pmi

creato da Gianluca Anghinelli ultima modifica 31/10/2011 13:14

Nessun nome italiano entrerà nel portafoglio del gruppo svizzero che punta al listino inglese

In attesa della forte crescita del settore biotech prevista tra il 2011 e il 2015, basata sul lancio da parte di società già in portafoglio di farmaci innovativi e di nuovi principi attivi per un gran numero di patologie, BB Biotech guarda alle small e mid cap. Con un occhio alle opportunità provenienti anche dai paesi emergenti, India in primis, dove sono già stati condotti tre importanti investimenti.

Esclusi invece, ma solo per il momento, il Brasile e la Cina, ritenuta in questo momento dal management un mercato estremamente difficile. Nessun nome italiano entrerà invece nel portafoglio della società svizzera d’investimento che potrebbe essere tentata, dopo Zurigo, Milano e Francoforte, d’aggiungere un’ulteriore piazza, probabilmente inglese, per la sua quotazione. Invariata invece la filosofia di investimento a lungo termine, dai tre ai cinque anni, con un obiettivo di rendimento del 15% per anno, e le modalità di composizione del portafoglio, che prevede dalle cinque alle otto partecipazioni strategiche e la possibilità di investire fino a 10% in private equity.

Il portafoglio di BB Biotech, stimato in circa un miliardo di franchi svizzeri, è composto al 71% da aziende valutate in dollari, solo l’1% in euro, è composto da investimenti per il 35% nel campo dei medicinali oncologici, per il 24% in quello delle malattie infettive, per il 16% nel cardiovascolare, per il 12% nel metabolico, per il 3% nel sistema immunitario, per il 10% in altro.

A fine settembre le maggiori partecipazioni di BB Biotech restavano Celgene, Actelion, Vertex Pharmaceuticals e Gilead, tutte con quote comprese tra il 10% e il 20% del patrimonio della società svizzera. Ma le stime circa il futuro di BB Biotech dipendono dall’evoluzione di alcuni temi driver del settore healthcare, tra cui lo sviluppo dei rimedi per le malattie ancora senza rimedio medico, l’implementazione di sistemi sanitari in paesi emergenti e il trend demografico.

“Crediamo che il mercato delle biotecnologie possa crescere ancora del 12% annuo, ha spiegato Tazio Storni, componente del team di gestione. La spesa sanitaria cresce di pari passo con l’aumento del benessere. Ci aspettiamo una’accelerazione della crescita attesa con l’introduzione di sistemi sanitari in paesi emergenti. L’innovazione per malattie, in particolar modo i tumori e il morbo di Alzheimer, per le quali non esiste ancora una cura definitiva, è la chiave per lo sviluppo futuro”.

Intanto, gli ultimi risultati vedono una riduzione delle perdite: i primi nove mesi del 2011 registrano una perdita netta di 173,68 milioni di franchi svizzeri, risultato che si confronta con il rosso di 213,26 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Sono in aumento i ricavi passati da 1,57 milioni a 4,83 milioni di franchi. Prosegue la politica di consolidamento del valore azionario mediante ripetuti programmi di buyback, con l’opzione di farne anche più di uno per anno, per ridurre e rendere stabile il discount tra il 10 –15%.

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Commenta Rosaria Barrile | 31 ottobre 2011 11:11
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