finanziari ben comprati
Berlusconi, dimissioni sì o no? Milano sfoglia la margherita
Seduta ballerina per il listino milanese che dopo un avvio in deciso calo recupera su voci di un passo indietro del premier e poi frenano sul finale. Bene Mediobanca e Azimut
Finale di giornata alquanto confuso sui mercati finanziari italiani dove le indiscrezioni su possibili dimissioni del premier Silvio Berlusconi diffusesi in mattinata non hanno per ora trovato conferma. Così a fine seduta l’indice Ftse Italia All-Share rimbalza sui 16.389,41punti (+1,15%), mentre l’Ftse Mib sale a quota 15.548,94 (+1,32%) e l’Ftse Italia Star resta in area 9.782,06 (invariato).
Lo spread Btp-Bund sale invece a 485 punti base, riportandosi poco sotto il massimo di 491 punti visti in mattinata, dopo essere ridisceso sino sulla soglia dei 465 punti base dopo i rumors di dimissioni di Berlusconi, mentre il Cds Italia a 5 anni chiude a 517 punti base, poco sotto il massimo di 520 punti base visto in giornata.
Tra le blue chip italiane si mette in luce Mediobanca, che termina la giornata in recupero di oltre il 5,5%, davanti ad altri finanziari e ciclici come Azimut, Intesa Sanpaolo, Ansaldo Sts e Fondiaria-Sai, mentre rallenta sul finale UniCredit, in mattinata tra i migliori, così come Campari che pure sfiora il 2% di guadagno a fine giornata, sostenuto anche da una promozione (“buy”, acquistare), giunta dagli analisti di Deutsche Bank in mattinata.
In calo Mps, che resta tra le cinque maggiori banche italiane la sola con UniCredit a non aver smentito la necessità di un aumento di capitale dopo le indicazioni giunte dall’Eba il mese scorso. Male anche Diasorin, Bper, Luxottica e Saipem.


