il dollaro continua ad essere preferito all'euro
Carmignac Gestion: la crisi europea richiede terapie adeguate
L'approccio operativo resta improntato alla prudenza, anche se su bond e azioni europee nelle ultime settimane si è tornati a fare qualche piccola scommessa
L’accelerazione “spettacolare”, partita in estate, della crisi europea “obbliga ormai i leader politici europei, e presto forse anche la Banca centrale europea, a cominciare a dover pensare all’impensabile. Questa è forse una buona notizia” secondo Didier Saint-Georges, Membro del Comitato Investimenti di Carmignac Gestion, che in un report spiega: “L’Europa nel suo complesso si trova oggi di fronte a rischi finanziari eccezionalmente gravi, che richiedono terapie commisurate”.
Di conseguenza, “tranne la previsione di uno scenario di disgregazione dell’Eurozona, diventa inevitabile contemplare rimedi, sinora ritenuti tabù, per interrompere questo contagio micidiale”. In particolare, la Bce “deve ormai essere mandataria di interventi risolutivi” per garantire, come qualsiasi banca centrale, la stabilità del sistema finanziario. “Il richiamo all’azione, in particolare da parte della Bce, diventa assordante e non può essere ignorato ancora per molto. Pertanto, è da scommettere che l’allontanarsi della crisi sistemica giustificherà il fatto di aver abbassato un po’ la guardia nei confronti dei mercati azionari in questa fine d’anno”.
Non si può tuttavia dimenticare, aggiunge l’esperto, che la prospettiva “di una drastica recessione nel 2012 continua ad incombere sull’Europa”, dato che anche se l’intervento coordinato di diverse banche centrali, annunciato il 30 novembre, allevierà le difficoltà di finanziamento in dollari divenute molto acute per alcune banche europee, “la cura dimagrante imposta al settore, come temevamo nella nostra lettera mensile di settembre, è già iniziata. E, combinata ai piani di austerità, graverà pesantemente sull’attività economica dell’area”.
Alcuni investitori temono poi che la contrazione del settore bancario europeo diventi un canale di trasmissione della crisi alle economie emergenti. Ma, nota Saint-Georges, “l’attività interna dei paesi emergenti, dalla quale, ovviamente, dipenderà la loro crescita nei prossimi anni, è finanziata quasi esclusivamente dalle banche locali”. Inoltre, la maggior parte di questi paesi presenta delle giacenze di conto corrente eccedenti, che generano riserve valutarie invece di un fabbisogno in finanziamento. “Di conseguenza, riteniamo che non vi sia motivo di temere un impatto significativo dell’indebolimento delle banche europee sulle principali economie emergenti” e in ogni caso “i grandi paesi emergenti si stanno chiaramente già organizzando per assicurarsi nel 2012 un’attività economica sganciata dalle vicissitudini europee”.
Quanto ai temi operativi, Carmignac Gestion intende affrontare questa fine 2011 – inizio 2012 confermando il sovrappeso in dollari “allo scopo di ridurre il rischio nella zona euro”, confermando un approccio difensivo anche per il comparto obbligazionario stante l’intensificarsi del contagio della crisi del debito sovrano. Nelle ultime settimane tuttavia una parte della copertura tramite Cds è stata rimossa così come è stata leggermente aumentata la duration dei portafogli.
Prudenza anche sul fronte dei listini azionari europei dopo le promesse, non mantenute, di ottobre e la reazione violenta dei mercati di novembre. Più di recente qualche posizione è stata nuovamente aperta “nella speranza che la Banca centrale europea cominci a seguire gli ormai molteplici richiami all’azione”.


