mps e bper davanti a tutti
Continua la corsa dei finanziari a Milano
Diasorin soffre il taglio di giudizio e target price da parte degli analisti di Morgan Stanley
Seduta all’insegna dell’ottimismo per le borse europee che la prossima settimana sperano di vedere varata una soluzione efficace per risolvere la crisi del debito sovrano europeo. A Milano si attende anche l’annuncio ufficiale della terza manovra correttiva dell’anno, la prima del governo Monti, che dovrebbe finalmente contenere misure strutturali per il rilancio della crescita e il taglio della spesa pubblica.
A fine giornata l’indice Ftse Italia All-Share sale a 16.215,71 punti (+1,41%), mentre l’Ftse Mib si riporta a quota 15.476,09 (+1,52%) e l’Ftse Italia Star chiude l’ottava in area 9.432,14 (+1,21%).
Meno brillante il mercato obbligazionario, che chiude in frazionale calo dopo alcune giornate decisamente all’insegna del recupero e una mattinata in ulteriore crescita sulla scorta delle dichiarazioni di Angela Merkel, sempre ostile all’emissione di Eurobond comunitari o a un ruolo di prestatore di ultima istanza da parte della Bce, ma dettasi certa che l’Unione europea saprà darsi regole di bilancio più vincolanti e che questa sarà la strada per risolvere la crisi del debito sovrano (per la quale pare comunque sempre più probabile un intervento dell’Fmi, che riceverebbe 200 miliardi dalla Bce da utilizzare a supporto dei paesi membri di Eurolandia in difficoltà).
La curva dei tassi italiana resta comunque completamente sotto la soglia critica del 7%, tanto che a fine giornata il rendimento del Btp a 2 anni si ferma al 6,55% (dal 6,32% di ieri sera e dopo un minimo intraday del 5,76%) e quello a 3 anni al 6,88% (dal 6,70%, minimo intraday a 6,08%); quello a 5 anni scende invece al 6,84% (dal 6,94%, ma con un minimo giornaliero di 6,32%) e quello a 10 anni risale appena al 6,68% (dal 6,65%, minimo di giornata al 6,42%). Infine lo spread rispetto ai Bund a 10 anni dopo essere calato sino a 423 punti base (il 4,23%), rispetto ai 447 punti base della chiusura di ieri, si riallarga e chiude a 455 punti base.
Tra le singole blue chip del listino italiano la parte del leone spetta ancora ai titoli del comparto finanziario. Così a fine giornata Mps, Bper, Fondiaria-Sai (per la quale si parla di una possibile dismissione delle partecipazioni un tempo “core” nei “salotti buoni” della finanza italiana, da Rcs Mediagroup a Mediobanca, magari attraverso il conferimento delle stesse a una Newco partecipata da un gruppo finanziario cui spetterebbe il compito di alienare i titoli nei prossimi 2-3 anni), Atlantia e Intesa Sanpaolo segnano rialzi tra l’8,7% e il 4,5% a testa.
Diasorin paga caro il taglio del rating da parte di Morgan Stanley da “overweight” a “equaweight” e del relativo target price da 32 a 28 euro per azione, chiudendo in calo del 3,3% e facendo così peggio di Finmeccanica, Lottomatica, Enel Green Power , che ieri aveva annunciato il via ad ulteriori 66 MW di eolico in Spagna e Portogallo, e Campari, che invece oscillano tra l’1,58% e lo 0,77% di perdita.


