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Credit Suisse: crescono le differenze interne all'Ue
Secondo il broker svizzero soprattutto in ambito demografico e del mercato del lavoro non si può pensare ad una norma unica buona per tutti. Sul fisco meglio dare linee guida
Dopo essere sopravvissuta per decenni, oggi l’Ue ha raggiunto un punto in cui l’eterogeneità di fondo dei suoi Stati membri, che contribuisce a gravi oneri di bilancio, è una sfida la sua stessa esistenza. Lo sottolineano in una nota gli analisti del Credit Suisse concentrandosi sulle differenze in termini demografici e le sfide connesse.
Aspettativa di vita crescente che si traducono in maggiori quote di anziani nella popolazione e gli elevati livelli di prestazioni di vecchiaia promessi di tutta Europa stanno portando ad oneri fiscali eccessivamente elevati per ora e per il futuro. Oltre a questo, la previsione di popolazione e tassi di crescita della forza lavoro decrescenti, tendono a far prevedere un indebolimento della futura crescita del Pil.
Le differenze a livello europeo in termini di consumatori, lavoratori e governi devono essere comprese meglio e incorporate in qualsiasi riforma attualmente in discussione. Le politiche del tipo “una taglia che va bene per tutti” non hanno funzionato e non funzioneranno in un’Unione europea con una tale evidenti disparità. Una maggiore comprensione di queste differenze assieme a norme praticabili e linee guida relative alla disciplina fiscale è probabile che funzioni meglio per una zona euro stabile in futuro.


