Crisi, l’Europa si appella al G20. E si fa avanti il Fmi
Il Fmi intanto ha annunciato che è in corso un'operazione di revisione degli strumenti di finanziamento a disposizione per aiutare di più chi ne avrà bisogno
L'Europa da sola non può farcela a risolvere la crisi dei debiti e chiede aiuto ai partner del G20. I presidenti di Consiglio e Commissione, Van Rompuy e Barroso, si sono appellati al “senso di comune responsabilità” per ridare alla Ue la spinta necessaria a rimettersi in piedi. Il Fondo monetario internazionale (Fmi) intanto ha annunciato che è in corso un'operazione di revisione degli strumenti di finanziamento a disposizione per aiutare di più chi ne avrà bisogno.
Che l'accordo di giovedì scorso non fosse la soluzione a tutti i problemi in molti lo sospettavano fin da subito, i mercati lo hanno dimostrato venerdì, e il presidente uscente della Bce Jean Claude Trichet lo ha confermato nel weekend:m “la crisi non è finita, anzi, ci ha fatto vedere per la prima volta la debolezza dell'Europa”, ha detto Trichet in un'intervista.
“Noi abbiamo fatto la nostra parte, ma serve l'aiuto di tutti per assicurare ripresa globale e crescita”, hanno scritto in una lettera al G20 Barroso e Van Rompuy, assicurando che l'Europa, nel frattempo, “applicherà le misure anti-crisi in fretta e con rigore nel tentativo di contribuire a una rapida soluzione della crisi”. Ma se ciò non dovesse bastare, come sembra chiaro a tutti, il G20 - Cina e Usa in primis - non può abbandonare i suoi partner europei: “C'è una continua necessità di azione comune da parte di tutti i partner del G20, in spirito di comune responsabilità e identico obiettivo”, hanno spiegato Barroso e Van Rompuy.
Quanto alla revisione degli strumenti di finanziamento annunciata dal Fmi, gli economisti di Washington spiegano che “l'obiettivo è rafforzare la capacità del Fondo di mitigare il contagio fornendo liquidità ai paesi che hanno politiche e fondamentali forti e che sono colpiti da stress sui mercati finanziari. Il rafforzamento degli strumenti punta a gestire i bisogni dei paesi membri. Strumenti che non sono mirati a particolari Stati”.


