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finanziari in luce, si spera in accordo su rinnovo trattati ue

Dal Thanksgiving un segnale anticrisi e Wall Street festeggia

creato da Luca Spoldi ultima modifica 29/11/2011 00:20

Le vendite nel weekend che ha seguito il Giorno del ringraziamento sono salite del 16% alla cifra record di 52,4 miliardi di dollari

Dopo aver perso il 7,9% tra il 15 e il 25 novembre (il peggior risultato prima del Thanksgiving dal 1932 come ricorda stasera l’agenzia Bloomberg), Wall Street prova a ripartire dai fatti che parlano di una partenza delle vendite natalizie più che positiva (52,4 miliardi di dollari di vendite nel weekend, +16% in media rispetto al 2010) e di segnali di miglioramento per quanto riguarda la crisi del debito sovrano europeo. Così l’indice Dow Jones chiude a +2,59%, l’S&P500 segna +2,92%, il Nasdaq termina la giornata a +3,52% (semiconduttori: +4,76%), mentre le small cap del Russell 2000 scattano all’insù del 4,76%.

Tra i singoli titoli del listino si mettono in luce finanziari e catene distributive: se i primi beneficiano delle attese per il piano che la Germania (e Francia e Italia) vuole mettere a punto entro la prossima riunione di Bruxelles dei vertici europei per riscrivere parzialmente i trattati costitutivi dell’Unione europea e prevedere regole più rigide e certe in cambio di un maggiore impegno di Bce o Efsf nella gestione della crisi attuale, con Morgan Stanley, Wells Fargo, Citigroup, Goldman Sachs e Jp Morgan Chase tutte in rialzo tra il 2% e il 6%, i secondi sfruttano i dati migliori del previsto delle vendite durante il Thanksgiving con Wal-Mart, Kohl’s, Costco, Target, Gap e Home Depot in salita tra il mezzo punto e il 2,5%, mentre Tiffany e Saks (che vendono articoli di lusso) salgono tra il 3% e il 6%.

Dal canto loro i T-bond vedono il rendimento del decennale risalire all’1,97% (dall’1,96% precedente, ma dopo aver superato anche il 2% nel corso della seduta), mentre il trentennale si riporta sul 2,93% (dal 2,92% e dopo essere schizzato oltre il 3% nelle fasi iniziali). Subito dopo la chiusura ufficiale della seduta Fitch conferma il rating “AAA” degli Stati Uniti, ma taglia l’outlook da “stabile” a “negativo” a causa del fallimento di un’intesa bipartisan sul taglio del deficit federale nel prossimo decennio.

L’oro viene fissato a 1716,10 dollari l’oncia (27,6 dollari più dell’ultima chiusura) e l’argento a 32,11 dollari (1 dollaro di recupero), col petrolio che apre la settimana a 97,70 dollari al barile (0,93 dollari più di venerdì sera) dopo aver superato nuovamente nel corso della seduta i 99 dollari.

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