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per l'eba alle banche europee servono 700 miliardi entro fine 2012

Ennesima debacle per Piazza Affari, finanziari in fondo al listino

creato da Luca Spoldi ultima modifica 23/11/2011 19:21

L'insuccesso dell'asta dei Bund decennali spaventa anche Wall Street oltre che tutte le maggiori borse europee. La Commissione Ue chiede più rigore a tutti

Finale di giornata alquanto convulso sui listini di in tutta Europa, complice un progressivo peggioramento degli indici a Wall Street. Milano, apparsa in mattinata in grado di limitare i danni, vede piovere ordini di vendita nell’ultima ora e chiude sui minimi, con l’indice Ftse Italia All-Share a 14.688,46 punti (-2,44%), mentre l’Ftse Mib crolla a quota 13.915,78 (-2,59%) e l’Ftse Italia Star chiude in area 8.988,84 (-1,97%).

Non va molto meglio al mercato obbligazionario, col rendimento del Btp decennale al 6,96% (dal 6,81% di ieri) e lo spread coi Bund tedeschi a 483 punti (dai 490 di ieri) solo a seguito del peggioramento anche dei titoli tedeschi, dopo che l’asta odierna è risultata sottoscritta solo al 60% rispetto all’importo massimo programmato (sia pure a tassi in frazionale calo pari all’1,89%), cosa che ha comportato l’intervento della Bundesbank, che ha sottoscritto 2,3 dei 6 miliardi offerti (di cui solo 3,644 miliardi sono stati collocati a investitori privati).

Quanto ai singoli titoli azionari italiani, tra le blue chip solo Ansaldo Sts riesce a mantenersi appena sopra i prezzi di ieri, mentre tutti gli altri perdono terreno. I peggiori sono ovviamente i titoli finanziari, tanto più che se in America la Federal Reserve ha lanciato un nuovo “stress test” si maggiori 31 istituti statunitensi, in Europa l’Eba (European banking authority) ha lanciato l’ennesimo grido d’allarme segnalando come a fronte di un mercato del credito a medio-lungo termine completamente paralizzato, le banche del vecchio continente si trovino nella necessità di raccogliere fondi per 700 miliardi di euro da qui a fine 2012.

Il tutto mentre la Commissione Ue, nel tentativo di smuovere la Germania ancora fortemente ostile all’idea che si giunga a emettere Eurobond comunitari, ha suggerito come per tornare a crescere gli stati membri dovrebbero “impegnarsi maggiormente ad attuare le riforme strutturali e abbracciare una più profonda integrazione dell’area euro”, come ha dichiarato il presidente della Commissione, José Manuel Barroso.

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Commenta 23 novembre 2011 19:10
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