Falkland ad altissima tensione
Dopo la guerra lampo del 1982, Argentina e Regno Unito si scontrano sul petrolio
Sono passati oltre venti anni dalla guerra delle isole Malvinas, ma gli attriti tra Argentina e Regno Unito non si sono mai sopiti. Le isole Falkland (secondo il nome inglese) o isole Malvinas (come le chiamano gli argentini) sono un arcipelago dell’Atlantico meridionale che dal 1883 fa parte della corona britannica nonostante i 14mila chilometri che le separano da Londra. Dopo la guerra lampo del 1982, quando l’invasione argentina nelle isole venne respinta dalla supremazia navale britannica, l’arcipelago è oggi abitato da una maggioranza di inglesi e solo qualche argentino. Il nome delle Falkland torna ora alla ribalta delle cronache per via delle recenti trivellazioni del sottosuolo che avrebbero portato alla scoperta di un ricco giacimento vicino alle isole.
La compagnia britannica a capo delle operazioni, la Rockhopper Exploration, da due anni sta infatti trivellando il sottosuolo alla ricerca dell’oro nero. Sembra che dopo tanta fatica i primi risultati ci siano e che entro il 2016 potrebbe partire il processo estrattivo. Secondo la Rockhopper, ci sarebbero circa 350 milioni di barili di petrolio nel fondale marino, quanto basta per fare delle Malvinas un fiorente centro di estrazione. Sempre secondo la compagnia, a regime il giacimento potrebbe generare circa 120mila barili di petrolio al giorno entro il 2018. Certo, per farlo gli inglesi dovranno spendere una cifra che si aggira intorno ai 2 miliardi di dollari.
Ed è per questo che le pretese dell’Argentina di mettere le mani sui giacimenti suonano più stonate che mai agli inglesi. Da parte sua, il governo di Cristina Fernandez de Kirchner sta facendo di tutto per mantenere tesi i rapporti con la Gran Bretagna. Lo scorso anno, per esempio, l’Argentina pretese che tutte le navi in partenza dal continente verso le isole Falkland dovessero avere un permesso speciale, di fatto complicando notevolmente le operazioni per allestire il pozzo petrolifero della compagnia britannica. Più di recente, lo scorso giugno, il presidente dell’Argentina Kirchner ha definito il primo ministro David Cameron una persona “arrogante” per aver rifiutato di negoziare sulla sovranità del piccolo arcipelago. Del resto, gli stessi 3.140 abitanti delle Falkland dichiarano di volere restare sotto la corona britannica e il ministro Cameron ha detto che questa decisione non è negoziabile.


