gilead sciences recupera parte del calo della vigilia
Fed e Fmi danno una mano a Wall Street, che limita i danni
Indici in moderato calo dopo che al taglio delle stime sul Pil del terzo trimestre si affiancano segnali di disponibilità da parte di Fed e Fmi nel fornire ulteriori stimoli se necessari
Partita male a causa del taglio della stima sulla crescita del Pil nel terzo trimestre (da +2,5% a +2%) e (secondo alcuni in maniera meno sostanziale di quanto farebbe credere il clamore mediatico) del fallimento ufficiale dello sforzo per trovare un accordo bipartisan per ridurre il budget federale statunitense di 1,2 triliardi di dollari nei prossimi dieci anni, Wall Street recupera parte del calo nella parte finale della seduta grazie alle minute del’ultimo Fomc che mostrano come la Federal Reserve stai già discutendo della possibilità di ampliare ulteriormente il suo programma di “quantitative easing” (riacquisto di titoli di stato) se necessario per sostenere la ripresa economica.
A questa notizia si aggiunge l’annuncio del Fmi che riprenderà a fornire liquidità a quei paesi che pur avendo robuste politiche economiche hanno fondamentali che soffrono la necessità urgente di finanziamenti in un periodo di “elevati stress economici e di mercato”. Un modo, secondo i primi commenti, per iniziare a dare una mano alle autorità europee alle prese con la crisi del debito sovrano, anche se a nessuno pare un “bazooka” in grado di risolvere la crisi.
Così a fine giornata il Dow Jones termina a -0,33%, mentre l’S&P500 segna -0,31%, il Nasdaq rimane a +0,04% (semiconduttori: -1,25%) con le small cap del Russell 2000 che cedono lo 0,79%. Tra le blue chip si mette in luce Gilead Sciences, che recupera parte del crollo di ieri avvenuto a seguito dell’annunciata acquisizione di Pharmasset ad un prezzo giudicato eccessivo, mentre anche Biogen Idec, Medtronic, Frontier Communications e AutoNation chiudono in buon rialzo. Deboli appaiono al contrario First Solar, Netflix, Campbell Soup, ma anche Novellus Systems e Starwood Hotels.
Dal canto loro i T-bond vedono il rendimento sul decennale calare sull’1,93% (dall’1,97% di ieri), mentre il rendimento sul trentennale scivola al 2,89% (dal 2,95%).
L’oro risale a 1.699,90 dollari l’oncia (15,80 dollari di guadagno), l’argento rimbalza a 32,50 dollari l’oncia (74 centesimi meglio di ieri) e il petrolio si riporta a 97,93 dollari (63 centesimi sopra i livelli della vigilia).


