deboli anche hp e microsoft
Finanziari e materie prime di nuovo in rosso a Wall Street
Pesano le parole di Draghi e il mancato accordo per nuovi fondi contro la crisi del debito europeo, ma anche la morte di Kim Jong-il. T-bond sempre più bene rifugio
La morte del dittatore coreano Kim Jong-il, le parole più che caute di Mario Draghi e la constatazione che ancora non si è raggiunto un accordo tra le autorità europee per rafforzare la dotazione dei fondi contro la crisi del debito sovrano fanno scattare prese di profitto anche a Wall Street, dove a fine giornata l’indice Dow Jones cede lo 0,84%, mentre l’S&P500 perde l’1,17%, il Nasdaq chiude a -1,26% (semiconduttori: -2,69%) e le small cap del Russell 2000 perdono l’1,87%.
Tra i peggiori i titoli bancari che soffrono l’ipotesi di un ulteriore innalzamento dei requisiti patrimoniali per i maggiori gruppi, così in rosso finiscono Genworth Financial, Bank of America, Jp Morgan Chase & Co. e Morgan Stanley, ma anche ciclici legati alle materie prime come United States Steel, Alcoa Alpha Netural Resources, Cliffs Natural Resources piuttosto che high-tech come Hewlett-Packard e Microsoft (per la quale gli investimenti sul cloud computing paiono destinati a rendere il gruppo in grado di competere con Google, Apple o Salesforce.com ma anche a ridurre i margini di profitto). Tra i pochi titoli in buona evidenza si notano invece Cerner, Cablevision System, W. W. Grainger e Celgene.
Dal canto loro i T-bond vedono il rendimento del decennale riportarsi all’1,81% (dall’1,85% di venerdì), mentre il trentennale viene fissato sul 2,79% (dal 2,85%). L’oro scivola a 1594,80 dollari l’oncia (3,1 dollari meno di venerdì), mentre l’argento termina a 29,53 dollari (41 centesimi di perdita) e il petrolio chiude a 93,83 dollari al barile, 30 centesimi sopra i livelli della vigilia.


