roubini resta però pessimista: haircut del 25% per i bond italiani
Giornata altalenante per i mercati finanziari italiani
Partiti in calo sia Piazza Affari sia i titoli di stato recuperano terreno dopo il diffondersi di rumor su un possibile intervento dell'Fmi a favore di Italia e Spagna se necessario
Piazza Affari tira il fiato ma grazie a qualche dato migliore delle attese che consente a Wall Street di mantenersi in territorio positivo evita a sua volta di perdere terreno nonostante una mattinata a dir poco fiacca su cui ha pesato il risultato non eccezionale ma secondo alcuni moderatamente incoraggiante dell’asta di Btp a medio-lungo termine (7,5 miliardi collocati su 8 miliardi massimi previsti, sia pure ai tassi massimi dal 1997).
Così a fine giornata l’indice Ftse Italia All-Share viene fissato sui 15.364,62 punti (+0,28%), mentre l’Ftse Mib chiude a quota 14.627,37 (+0,34%) e l’Ftse Italia Star resta in area 9.141,00 (-0,06%). Sul fronte obbligazionario la curva dei rendimenti italiana, inclinata negativamente fino a stamattina, torna ad inclinarsi leggermente verso l’alto nel tratto più a breve, col tasso sui Btp a 2 anni al 7,10%, quello a 3 anni al 7,50% e quello sui Btp a 5 anni al 7,66%, mentre il Btp a 10 anni rende stasera il 7,24% e offre un sovra rendimento rispetto ai Bund tedeschi di pari durata di 491 punti base, dopo che sono tornate a circolare ipotesi di un intervento congiunto Ue-Fmi a favore dell’Italia e della Spagna (e nonostante l’economista Nouriel Roubini ritenga del tutto insufficiente l’ipotesi e parli della necessità di una ristrutturazione del debito pubblico del Belpaese che preveda un “ordinato” taglio del 25% dei rimborsi dei titoli in scadenza).
Tra le blue chip del listino azionario di Milano si mettono in luce Azimut, Tenaris, Buzzi Unicem, Mediaset e Bper, con rialzi tra i 2 e i 4 punti percentuali, mentre perde quota Fondiaria-Sai, che attende l’esito del Cda che secondo anticipazioni giornalistiche dovrebbe varare un “affrancamento” dell’avviamento (ossia pagare imposte anticipate così da generare crediti fiscali e liberare risorse) per migliorare i coefficienti patrimoniali.
Sottotono anche Mediobanca, Lottomatica, Mps (su cui circolano voci, smentite oggi dal presidente di Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti, di un possibile intervento di Intesa Sanpaolo a fianco di Fondazione Montepaschi nell’ambito di un’eventuale ulteriore ricapitalizzazione. Ipotesi poco credibile anche per i problemi di Antitrust che un’eventuale aggregazione Intesa-Mps solleverebbe) e Tod’s.


