molti paesi hanno fatto passi da giganti
I mercati emergenti saranno i nuovi porti sicuri?
Lo sospetta Russ Koesterich, responsabile degli investimenti di iShares (gruppo BlackRock)
E se fossero i mercati emergenti il nuovo “porto sicuro” della finanza mondiale? Il dubbio sembra legittimo a giudicare dal contenuto di una nota redatta da Russ Koesterich, responsabile degli investimenti di iShares (gruppo BlackRock) che ricorda come per gran parte degli ultimi 30 anni gli shock finanziari hanno avuto per lo più origine nei mercati emergenti anche se “l’epicentro per la peggiore crisi economica da generazioni è stato chiaramente il mondo sviluppato. E dato che l’economia globale fatica a stabilizzarsi, Europa, Giappone e probabilmente gli Stati Uniti continueranno ad essere le principali fonti di rischio sistemico”.
I mercati emergenti “non sono privi di una loro quota di problemi macroeconomici come l’inflazione, la corporate governance e potenzili “bolle” del credito solo per citarne alcuni” ricorda il gestore. Ma molti di questi paesi “hanno fatto passi da gigante negli ultimi dieci anni e per la maggior parte, appaiono più stabili e soffrono di un minor numero di squilibri rispetto a dieci anni fa. In realtà, non solo la maggior parte dei mercati emergenti (può vantare) un confronto favorevole rispetto alla propria storia, oggi può anche sostenerlo rispetto ai più stabili mercati sviluppati”.
Il miglioramento della stabilità macro secondo il gestore si comincia a tradurre “in un cambiamento della volatilità. Mentre i mercati emergenti hanno sofferto in settembre, nel corso degli ultimi anni la differenza tra la volatilità dei mercati emergenti e dei mercati sviluppati si è ridotta. Questo calo della volatilità relativa appare giustificata alla luce del miglioramento della stabilità macroeconomica e delle prospettive di crescita migliori”, e Koesterich si aspetta che continui.
“Alla luce di questi cambiamenti - conclude l’esperto - crediamo che gli investitori dovrebbero adottare una visione più sfumata dei mercati emergenti. Piuttosto che considerarli nel complesso un unico gioco a beta elevato, levereggiato sulle attività a rischio, “gli investitori dovrebbe concentrarsi sulla capacità di alcuni mercati emergenti per fornire un’opzione difensiva in caso di una recessione nei paesi industrializzati”. Con l'avvertenza, conclude l’esperto, “che l’impatto di una nuova recessione globale potrebbe essere onnipresente, come è stato nel 2008”.


