Il 2012? Sarà l’anno dei metalli
La società raccomanda di investire il 5-10% del portafoglio in oro e più del 10% nelle altre materie prime
Il petrolio avrà un prezzo superiore ai 100 dollari al barile per tutto il 2012. Questa la visione sul greggio della casa di investimento Edmond de Rothschild, che motiva la previsione con un quadro mondiale dove la produzione stenta a tenere il passo con la domanda e le riserve diminuiscono, e con le incertezze sul fronte della produzione dopo l’esplosione della primavera araba. L’Opec sembra il secondo motivo per temere prezzi intorno o comunque superiori ai 90 dollari. È questa infatti la soglia di prezzo utile a Paesi come l’Arabia Saudita per finanziare la spesa pubblica.
Se il prezzo dovesse scendere sotto questa soglia, certamente i Paesi produttori appartenenti all’Opec agirebbero per far risalire i prezzi. Sul fronte dei metalli industriali, la società di asset management punta l’attenzione su rame e ferro. Entrambi i metalli hanno performato male nel 2011, ma è certa una ripresa dei corsi entro il prossimo anno. Il rame in particolare ha perso il 30% del suo valore solo in settembre. Questo però non sembra minare i fondamentali del metallo, che rimangono solidi grazie anche al declino fisiologico della produzione mondiale, pari al 4-5% annuo. Scioperi in Cile e la domanda cinese continueranno quindi ad alimentare gli acquisti sul metallo rosso.
Spostandoci sull’oro, la casa di investimento crede che il metallo giallo rimanga una buona scommessa anche per il 2012. Tassi di interesse sotto zero, debiti governativi ancora fuori controllo e l’acquisto di oro dalle banche centrali lascia ben sperare per il prossimo anno. In sintesi, la visione di Edmond de Rothschild sulle materie prime è positiva. Secondo la società di asset management, il trend di crescita secolare delle materie prime proseguirà anche in futuro grazie a Cina e India. La società raccomanda quindi di investire una quota in oro del 5-10%, mentre l’esposizione verso le altre commodity dovrebbe essere superiore al 10% del portafoglio. L’esposizione verso il mercato delle commodity - aggiunge Edmond de Rothschild - può avvenire anche indirettamente tramite le società coinvolte nella fase di produzione ed esplorazione. Questo offre all’investitore una leva maggiore rispetto ai prezzi delle materie prime, soprattutto laddove le società sono in grado di aumentare risorse e produzione.


