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first solar ai minimi degli ultimi 4 anni

Il dollaro forte pesa sulle materie prime, Wall Street in calo

creato da Luca Spoldi ultima modifica 15/12/2011 00:17

La crisi dell'euro si ripercuote sia sui titoli legati alle materie prime sia sulle quotazioni di oro, argento e petrolio. Bene Avon il giorno dopo l'addio del suo numero uno

Nuova battuta d’arresto per Wall Street per il riacutizzarsi dei timori sulla crisi d’Europa complici i rumors di un prossimo taglio del rating sovrano francese e i ripetuti “nein” di Angela Merkel a ogni ipotesi di maggiori risorse per combattere la crisi tramite l’Efsf o l’emissione di Eurobond comunitari. Così il Dow Jones che a fine seduta cede l’1,10%, mentre l’S&P500 chiude a -1,13%, il Nasdaq perde l’1,55% (semiconduttori: -1,63%) e le small cap del Russell 2000 cedono un ulteriore 1,34%.

Se il rafforzamento del dollaro sull’euro (ai minimi da inizio anno) pesa in generale sulle quotazioni delle materie prime, tra i peggiori oggi si notano First Solar, che patisce il calo del prezzo del petrolio non meno del nuovo annuncio di ristrutturazione in sole sei settimane e cala sui minimi degli ultimi 4 anni, il produttore di attrezzature minerarie Joy Global (che pure vede la trimestrale centrare le attese degli analisti), Denbury Resources, Pultegroup e Helmerich & Payne.

Bene invece titoli come Avon Products, il giorno dopo l’annunciata uscita di scena del suo numero uno Andrea Jung, Progressive, AvalonBay Communities, Equity Residential (che beneficia della decisione di Goldman Sachs di inserire il titolo nella “bullish list” ossia la lista dei titoli dalle migliori prospettive di guadagno) e il farmaceutico Merck & Co.

Dal canto loro i T-bond vedono il rendimento del decennale calare all’1,90% (dall’1,96% di ieri), mentre il trentennale termina sul 2,971 (dal 3%) a conferma anche del fatto che il mercato si attende solo un rinvio di ulteriori misure di allentamento della politica monetaria della Federal Reserve. L’oro crolla a 1577 dollari l’oncia (58,4 dollari meno di ieri), mentre l’argento torna a 28,91 dollari (1,87 dollari di perdita) e il petrolio ridiscende a 94,93 dollari al barile, 5,03 dollari meno di ieri.

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