Il Giappone sempre più in crisi
La bonifica dei territori colpiti dal disastro nucleare potrebbe costare 10 trilioni di dollari
Povero Giappone. Secondo quanto riportato dal Taipei Times il paese potrebbe dover affrontare spese enormi nella bonifica delle aree contaminate. A parlare è un professore dell’Università di Tokyo che avrebbe stimato il costo del danno in 800 trilioni di yen pari a circa 10 trilioni di dollari. La cifra corrisponde a circa 10 anni di budget nazionale e sarebbe necessaria per la totale bonifica e ripulitura di tutto il terreno e la superficie contaminata dalle radiazioni. Questo, spiega il professor Liu, mandarebbe in rovina l’intero governo giapponese.
Ovviamente - secondo l’accademico - dal primo giorno dell’incidente il Governo ha voluto minimizzare l’entità del problema: “che lo stato paghi o meno il conto, di certo sarà la popolazione a dover subire le maggior perdite nelle prossime generazioni”. Liu spiega che queste grandi catastofri (finanziarie e non) avvengono fondamentalmente per due motivi: investire enormi quantità di denaro da parte delle imprese sperando che l’incidente non capiti mai e investire il meno possibile nelle norme di sicurezza così da fare ancora più denaro. Così il paragone del professore arriva fino ai titoli tossici che le grandi banche hanno spinto nei bilanci di paesi come Grecia, Italia, Stati Uniti e ovunque. La stessa cosa stanno facendo la Tepco e il Governo giapponese con gli stessi cittadini giapponesi che pagheranno in salute e prosperità il disastro nucleare.


