John Paulson non crede nell’oro
Il gestore di fondi hedge ha ceduto milioni di once nel secondo trimestre dell’anno
La notizia è che John Paulson, hedge fund manager americano, ha ceduto sul mercato un terzo della propria posizione in oro attraverso azioni dell’Etf Spdr Gold Trust (Gld). A comunicarlo è la stessa Autorità di Borsa che puntualmente comunica i principali azionisti di ogni prodotto. La seconda notizia è che Paulson è (o meglio era) il primo azionista di riferimento di questo ETF che nei suoi forzieri ha qualcosa come 70 miliardi di dollari in oro (detenuto virtualmente attraverso il tracker). La posizione di Paulson scende così da 31,5 a 20,3 milioni di azioni SPDR Gold Trust pari a 1,1 milioni di once di oro, ovvero quasi 2 miliardi di dollari. Ora, se inzialmente la mossa potrebbe sembrare un’enorme “take profit” sull’oro in un’ottica di prezzi in discesa, la verità è diversa. Primo fatto, Paulson ha ricevuto richieste di rientro pari all’8% delle sue masse a causa delle mediocri performance dei suoi fondi più famosi. Questo ha fatto ovviamente scattare la vendita delle sua posizione più sana visto l’andamento delle altre asset class (in ripresa rispetto i minimi di settembre). Paulson più probabilmente (come molti altri) forse preferisce prendere posizione sul metallo attraverso strumenti meno visibili come swaps, forwards o altri prodotti che non impongono comunicazione alle autorità di Borsa. Lui per primo e seguito poi da George Soros, ha deciso per l’investimento trasparente e più liquido. Gli Etf appunto. Altri come David Einhorn (hedge fund manager con la passione per il poker) e Daniel Loeb (famoso per le sue lettere di fuoco ai Ceo delle società di cui era azionista) hanno invece sempre scelto la discretezza del lingotto e dei caveau svizzeri.


