in calo anche i tassi sui btp e lo spread coi bund
Le banche centrali risollevano il morale agli investitori
Un'azione coordinata dalla Fed garantirà liquidità ai mercati. Tra i singoli titoli spicca un balzo Bper, mentre restano in fondo al gruppo Fondiaria-Sai e Luxottica
Giornata iniziata sottotono sull’influsso dei nuovi downgrade delle maggiori banche statunitensi e mondiali da parte di Standard & Poor’s, poi migliorata per l’emergere di qualche passo in avanti nella risoluzione della crisi del debito sovrano europeo e conclusasi con una certa euforia dopo gli annunci dati dalle banche centrali occidentali e della Cina, impegnate a garantire liquidità al mercato del credito mondiale. Così a fine seduta a Piazza Affari l’indice Ftse Italia All-Share rimbalza a 15.941,83 punti (+3,76%), mentre l’Ftse Mib si arrampica a quota 15.268,66 (+4,38%) e l’Ftse Italia Star risale in area 9.299,95 (+1,74%).
Segnali incoraggianti anche sul fronte obbligazionario, col Btp a 2 anni che a fine giornata vede il rendimento calare al 6,93%, quello a 3 anni che chiude al 7,38%, quello a 5 anni che scivola al 7,54% e quello a 10 anni che torna sul 7,02%, livelli ancora elevati ma già in calo dai picchi delle ultime sedute e con un’inclinazione positiva nel tratto iniziale, già vista ieri sul finale della giornata.
Lo spread Btp-Bund sui 10 anni si porta a sua volta a 474 punti base (il 4,74%), ridiscendendo sotto la soglia critica del 5% ed allontanando lo spettro di una richiesta di aiuto all’Fmi da parte dell’Italia, quasi a conferma delle parole del premier italiano Mario Monti, che oggi ha negato di aver preso anche solo in considerazione l’ipotesi.
Tra le singole blue chip, mentre non si notano segni meno spiccano i decisi recuperi dei finanziari e di alcuni ciclici. Così Bper dopo varie sedute altalenanti guadagna il 12,5% riprendendosi dall’impatto negativo del downgrade di un paio di giorni fa di Fitch (di un notch, da “A-” a “BBB”, con outlook negativo), terminando davanti a Mediobanca, Banco Popolare, Finmeccanica e Bpm, tutti con rialzi pari o superiori al 7%. Alle loro spalle recuperano terreno anche Ubi Banca, Lottomatica, Azimut, Fiat Industrial, Fiat, Mediaset e Intesa Sanpaolo, nell’ordine, tra poco meno del 7% e il 6% di rialzo. Più indietro altri protagonisti del listino tra cui UniCredit, oggi la più scambiata (in crescita “solo” del 3%), con Fondiaria-Sai (per la quale il mercato non esclude un ulteriore aumento di capitale, magari con l’assistenza di Mediobanca o UniCredit stessa, già divenuta socia al 7%, in alternativa a cessione di asset e altre operazioni contabili come il pagamento anticipato di imposte) e Luxottica in coda al gruppo con rialzi modesti.


