Metalli preziosi: nessun rifugio
Dopo tanta letteratura sulle capacità di conservare potere d’acquisto ora si cambia
Qual è la definzione di bene rifugio o “safe heaven” per gli anglosassoni? Il termine negli anni è diventuo sinonimo di stabilità. Una commodity che pretende di essere chiamata in questo modo dovrebbe quindi mostrare le minime fluttuazioni. Dovrebbe muoversi come su una linea orizzontale senza grandi scossoni. Ma quando cambia direzione esiste sempre la possibilità che da bene rifugio si trasformi in un’altra delle tante commodity reperibili sui mercati.
Una prima conferma di questo arriva dai movimenti dell’oro di queste settimane. Il metallo ormai si muove in sincrono con le altre materie prime ed è interessante notare come, nonostante la crisi europea continui a peggiorare, la domanda per i buoni del tesoro statunitensi è in aumento, facendo così salire il prezzo del dollaro (e scendere quello dell’oro). Sembra allora che la storia insegni come i beni rifugio ci sono sempre stati, ma solo per un periodo limitato di tempo.
Alcuni di questi beni rifugio (negli anni) sono stati le stesse azioni di Borsa, il dollaro statuinitense, l’oro e ovviamente i beni immobili. Ma tutti queste asset class (nei decenni) hanno dimostrato di poter salire, prosperare e implodere, per passare ogni volta lo status di ‘safe heavens’ da un asset all’altro. Rifugio o meno, a Milano l’oro rimane uno degli “articoli” più trattati sul segmento Etf Plus. L’Etfs Phisical Gold rimane costantemente al centro dei prodotti più scambiati con oltre 2 milioni di pezzi di turnover giornaliero. Dall’inizio dell’anno l’Etc mostra ancora un rendimento positivo del 12,64 per cento.


