Metallo giallo, il mercato è liquido
A fine 2010 tutto l’oro racchiuso in lingotti o monete ammontava a 1,4 trilioni di dollari
Quanto pesa il mercato dell’oro a livello globale? Quali sono le masse investite rispetto le altre asset class? A rispondere è la lobby mondiale dell’oro, il World Gold Council, che nel suo ultimo report spiega come il mercato dell’oro fisico (e non) offre ormai una liquidità pari ad altri mercati più maturi. Tutto l’oro al mondo racchiuso in lingotti o monete (inclusi gli asset gestiti da prodotti finanziari come gli Etf) ammontava alla fine del 2010 a 1,4 trilioni di dollari. Le banche centrali detengono un altro 1,3 trilioni di dollari. Insieme ad altre forme di oro fisico (come i gioielli), il mercato dell’oro è sufficientemente grande da permettere l’accesso a un numero di investitori sempre maggiore.
Per fare qualche paragone, il World Gold Council, spiega che il mercato del private equity dispone di masse gestite pari a 2,4 trilioni di dollari mentre i fondi hedge, complessivamente, detengono 1,9 trilioni di dollari. Una recente analisi condotta dalla London bullion market association (Lbma) dimostra come il turnover giornaliero sull’oro si aggiri ormai a oltre 240 miliardi di dollari al giorno, facendo dell’oro una delle asset class più liquide in questo momento.
A differenza di altre asset class alternative, come i fondi di private equity o i fondi hedge, l’investimento in oro non richiede periodi di lockup (che possono andare da 3 mesi a 3 anni), limitando così la possibilità degli investitori di chiedere indietro i propri soldi. Altre forme di investimento alternativo, come appunto le materie prime o il real estate, non sono soggette a rischi di controparte, cosa che invece può accadere quando si parla di obbligazioni. Tutto questo non accade nell’investimento in oro: operando sull’oro fisico, infatti, è possibile chiedere la consegna del metallo così da evitare qualsiasi forma di rischio controparte.


