btp, la curva prosegue un lieve irripidimento
Milano chiude sottotono, complice la Merkel
Il cancelliere tedesco continua a non voler sentir parlare di maggiori fondi per l'Esm che l'anno venturo sostituirà il fondo salva stati Efsf, così sui finanziari ripartono le vendite
Seduta altalenante a Milano e sui principali listini europei dopo il tonfo della vigilia, con l’indice Ftse Italia All-Share che chiude sui 15.625,50 punti (-0,24%), mentre l’Ftse Mib cala a quota 14.851,25 (-0,30%) e l’Ftse Italia Star scivola in area 9.220,42 (-0,20%), complici ulteriori dichiarazioni del cancelliere tedesco Angela Merkel contrarie a ogni ipotesi tendente ad ampliare i limiti di raccolta per il fondo di salvataggio permanente Esm (che sostituirà da metà 2012 l’Efsf), che fanno scattare sul finale nuove vendite sui finanziari, dopo che in mattinata un dato migliore delle attese dell’indice Zew di dicembre in Germania e il buon esito dell’asta di titoli a breve termine spagnoli avevano invece fatto sperare in un nuovo recupero dei listini.
Sul fronte obbligazionario si nota una tendenza della curva a inclinarsi di nuovo positivamente, col Btp a 2 anni che a fine giornata vede il rendimento calare al 5,66% (dal 5,85% di ieri sera) e quello sul Btp a 3 anni scivola al 6,03% (dal 6,18%), mentre quello del Btp a 5 anni risale invece al 6,79% (dal 6,75%) e quello a 10 anni torna sul 6,68% (dal 6,56%). L’evento viene giudicato dagli operatori in modo positivo dato che indicherebbe un sia pur minimo calo della sfiducia nei confronti del Tesoro italiano, anche se stasera lo spread dei Btp rispetto ai Bund a 10 risale sui 466 punti base (4,66%) rispetto ai 454 punti base della chiusura precedente.
Tra le blue chip italiane rimbalzano alcuni titoli difensivi come Diasorin, ma anche Tenaris, Prysmian, Mediobanca e Banco Popolare, mentre cedono ulteriore terreno Fondiaria-Sai (oggi particolarmente volatile dopo la conferma del mandato a Goldman Sachs per studiare un rafforzamento patrimoniale che non escluderebbe alcuna opzione, compreso un eventuale nuovo aumento di capitale), UniCredit, Mps, Finmeccanica, che risente dell’ormai quasi certa scelta del Giappone in favore dell’F35 e non dell’Eurofight per il rinnovo dei caccia dell’aeronautica militari (la commessa dovrebbe essere per 40-50 veivoli per un totale di circa 10 miliardi di euro) e Ubi Banca.


