lo spread btp-bund torna sui 517 punti base
Natale non porta doni a Piazza Affari
Prevale la prudenza sul listino di Milano, mentre anche il mercato obbligazionario risente delle attese per le ultime aste di domani e giovedì e perde quota
La prima seduta dopo lo stop natalizio di Piazza Affari si apre all’insegna della prudenza, con gli indici che dopo una mezzora abbondante di (scarso, per l’assenza di molti operatori) lavoro oscillano poco sotto i livelli della chiusura precedente. L’indice Ftse Italia All-Share è infatti indicato sui 15.781,03 punti (-0,18%), mentre l’Ftse Mib si porta a quota 15.038,06 (-0,24%) e l’Ftse Italia Star oscilla in area 9.303,07 (-0,15%). Bene anche le principali piazze europee che salgono per il terzo giorno consecutivo (molti listini sono rimasti aperti anche nella giornata di ieri, festiva in Italia).
Tra le blue chip si mettono in luce Impregilo, attorno al quale continua la saga tra il gruppo Salini che vorrebbe dar vita a un’alleanza in grado di creare un nuovo colosso del settore e il gruppo Gavio che invece cerca di assicurarsi il controllo rilevando le quote dei Ligresti e dei Benetton nella holding Igli che controlla un terzo del capitale del costruttore. Bene anche A2A, che attende a giorni se non ad ore l’accordo con EdF su Edison ed Edipower, Ubi Banca, Salvatore Ferragamo (che ha sostituito nei giorni scorsi Fondiaria-Sai nell’indice principale) e Mediaset. In calo UniCredit (che da oggi quota avendo effettuato il raggruppamento in ragione di un nuovo titolo ordinario o di risparmio ogni dieci vecchi titoli), Bper, Mediolanum, Buzzi Unicem e Mediobanca.
Aprono la settimana in calo, invece, i titoli di stato italiani, che domani e dopo domani vedranno le ultime due aste del 2011 ma già si preparano a un avvio 2012 impegnativo sul fronte delle emissioni: domani infatti il Tesoro collocherà da 1,5 a 2,5 miliardi di Ctz scadenza 30 settembre 2013 e 9 miliardi di Bot scadenza 29 giugno 2012, mentre giovedì sarà la volta di 0,5-1,5 miliardi di CctEu scadenza 15 aprile 2018 e di 4,5-7,5 miliardi di Btp di varie emissioni con scadenza tra il novembre 2014 e il marzo 2022. Nel frattempo sul secondario il rendimento del Btp a 2 anni sale al 5,18% (dal 5% di venerdì sera), quello del Btp a 3 anni è al 6,02% (dal 5,91%), quello del Btp a 5 anni sfiora stamane il 6,39% (dal 6,29%) e quello del Btp a 10 anni è sul 7,18% (dal 7,04% di venerdì), con uno spread tra Btp e Bund decennali che si riporta a 517 punti base (il 5,17%) dai 502 punti base segnati prima della breve sosta natalizia.


