Nel 2011 solo l'oro brilla ancora
Per le commodity "soft&hard" i cali vanno dal -7,9% del mais al -40,4% del cotone
Il settore delle materie prime ha dato soddisfazioni magre nel 2011. Se si escludono oro e petrolio, investire in commodity nell’ultimo anno non ha portato infatti grandi risultati nei portafogli degli investitori a causa dell’elevata volatilità dei prezzi, ma anche degli shock economici e geopolitici che hanno caratterizzato tutto il 2011 e della forza del dollaro, che negli ultimi mesi ha rallentato gli acquisti di Cina e India. Ma partiamo dai vincitori. Il petrolio (nella sua qualità Brent e West Texas Intermediate) ha guadagnato nell’ultimo anno rispettivamente il 10,9% e il 2,7%.
Subito dietro troviamo l’oro (+10,8%), che tra record storici (1.935 usd/oncia) e cadute rovinose è forse l’unica conferma del 2011. Un trend che continua da dieci anni quello del lingotto, con solo un esercizio in perdita dal 2000 al 2008. Diverso il discorso per “soft & hard” commodities. Qui i cali vanno dal -7,9% del mais fino al -40,4% registrato dal cotone e il -25% del rame. Ancora una volta c’è da sottolineare poi come le perdite (anche vistose) siano comunque il frutto di anni di rialzi continui, che non erodono nulla al settore nel lungo termine. A livello di strumenti, gli ETC/ETN rappresanto invece una ricca fetta del segmento ETF Plus di Borsa Italiana con 1,9 miliardi di masse gestite alla fine di settembre 2011.
Anche a livello di numero di contratti scambiati in un anno, il segmento ETC/ETN è secondo solo agli ETF sui mercati sviluppati. L’ETFS Phisical Gold, per esempio, nel mese di settembre ha segnato il quarto migliore interscambiato del mese per controvalore dopo ETF “heavyweights” come l’extrabear sul FTSE Mib e il LEVDax. E proprio l’ETC con sottostante l’oro si appresta a chiudere il 2011 con una performance di +15% contro il - 26,62% registrato dall’indice FtseMIB.


