linkedin perde quota, è scaduto il lock-up e gli insider vendono
Nuova battuta d'arresto per Wall Street
In netto calo anche l'oro, mentre reggono petrolio e T-bond. Gli investitori penalizzano finanziari e materie prime
Prosegue il calo di Wall Street che a fine giornata, complici le tensioni in materia di tagli al budget (un accordo bipartisan resta per ora lontano) vede l’indice Dow Jones cedere il 2,11%, mentre l’S&P500 termina in calo dell’1,86%, il Nasdaq perde l’1,92% (semiconduttori: -1,90%) con le small cap del Russell 2000 che chiudono in rosso del 2,44%. La seduta termina comunque con note meno negative di quelle iniziali, tanto che gli indici recuperano oltre mezzo punto dai minimi della seduta. Dal canto loro i T-bond vedono il rendimento sul decennale scivolare sull’1,97% (dal 2,01% di venerdì), mentre il rendimento sul trentennale ridiscende al 2,95% (dal 2,99% della vigilia).
Tra le blue chip del listino si registrano alcuni cali particolarmente vistosi come per LinkedIn, che perde circa il 3% mentre gli insider iniziano a scaricare il titolo, essendo scaduto il periodo di 180 giorni lock-up seguito al debutto sul listino, mentre AIG ne perde quasi 4 dopo che si è saputo che l’ex numero uno della compagnia, Maurice “Hank” Greenberg, ha citato per danni il governo americano per 25 miliardi di dollari accusandolo di aver discriminato la compagnia durante la crisi finanziaria 2008-2009.
In buona evidenza terminano invece Nvidia, E*Trade Financial, Macys, Janus Capital Group e Edward Lifescience, mentre tra i peggiori si notano anche Gilead Sciences (che perde quota dopo aver annunciato l’acquisizione di Pharmasset ad un prezzo che include un premio implicito dell’89% rispetto alle quotazioni borsistiche), Wynn Resorts, Genworth Financial, Bank of America e Citigroup, complice una lettera che continua a penalizzare in particolar modo il settore delle materie prime e quello finanziario.
L’oro cade a 1.684,10 dollari l’oncia (41 dollari di perdita), l’argento ridiscende a31,76 dollari l’oncia (72 centesimi peggio di venerdì) e il petrolio viene fissato a 97,30 dollari (37 centesimi sotto i livelli della vigilia) dopo aver sfiorato i 95 dollari al barile nella prima parte della giornata.


