incerto il comparto della distribuzione al dettaglio
Nuovo allungo di Wall Street, finanziari in ripresa
Jefferies sale dell'11% dopo i dubbi della vigilia causati dal crack di MF Global. Bene anche i titoli delle risorse naturali ed Estee Lauder
La borsa di New York chiude in rialzo sfruttando qualche buon dato macro statunitense come i jobless claims settimanali e gli ordini alle aziende in ottobre migliori delle attese (così come la produttività del terzo trimestre, in ripresa del 3,1% grazie ad un calo del costo del lavoro del 2,4%) e la reazione dei listini europei al taglio dei tassi della Bce (e delle speranze che Mario Draghi saprà interpretare il proprio ruolo in modo meno rigido di Jean-Claude Trichet) e chiude al rialzo anche oggi, col Dow Jones terminato a +1,76%, mentre l’S&P500 ha guadagnato l’1,88%, il Nasdaq ha segnato +2,20% (semiconduttori: +3%) e le small cap del Russell 2000 hanno portato a casa il 2,49% di guadagno, il tutto anche grazie al venir meno, per ora, della minaccia di un’uscita della Grecia dall’euro che avrebbe significato un immediato e “disordinato” default di Atene.
Tra i titoli restano sotto i riflettori quelli del comparto finanziario, con Jefferies che rimbalza dell’11% dopo aver perso terreno ieri in scia alla richiesta di “chapter 11” da parte di MF Global e dopo che la stessa Jefferies ha chiarito di non avere se non una “minima” esposizione ai bond dei sovrani periferici europei.
In ripresa pure Fortress Investments, Qualcomm (grazie a previsioni sulle vendite di chip per l’esercizio 2012 superiori alle previsioni, trainate dalla domanda crescente di chip per cellulari), Alpha Natural Resource (dopo aver rialzato le previsioni sulle consegne di carbone per il 2011). Persino Estee Lauder migliora grazie ad una trimestrale positiva, mentre perdono quota alcuni distributori al dettaglio come Abercrombie e Limited Brands, su cui pesa un deludente andamento delle vendite in ottobre.
Dal canto loro i T-bond dopo le rassicurazioni da parte di Ben Bernanke, numero uno della Federal Reserve che ieri aveva lasciato intravedere la possibilità di un terzo programma di quantitative easing se sarà necessario, vedono qualche nuova presa di profitto, col rendimento del decennale che risale sul 2,06% (dall’1,99% di ieri) e quello del trentennale sul 3,11% (dal 3,01%). L’oro dal canto suo si porta a 1764,60 dollari l’oncia (25,4 dollari sopra l’ultima chiusura) e l’argento a 34,48 dollari (19 centesimi di recupero), mentre il petrolio termina a 94,07 dollari al barile (1,42 dollari più di ieri).


