ancora in calo finmeccanica, a giorni rinnovo ai vertici?
Piazza Affari in spolvero (+4,6%), bene il primo Btp day
Gli investitori scommettono su una rapida definizione del piano tedesco per modificare i trattati Ue, con l'appoggio di Francia e Italia. Volano UniCredit e il gruppo Fiat
Finale di giornata all’insegna dell’ottimismo a Piazza Affari, che ha beneficiato anche del contributo del primo Btp day, con un boom di acquisti di Titoli di Stato da parte degli italiani: secondo i dati resi noti da Borsa Italiana, 2,7 miliardi di euro per 86.681 contratti. Sul listino milanese l’indice Ftse Italia All-Share rimbalza a 15.321,92 punti (+4,31%), mentre l’Ftse Mib torna a quota 14.578,23 (+4,60%) e l’Ftse Italia Star chiude in area 9.146,77 (+1,77%).
Gli investitori sembrano puntare su una riuscita dell’ennesimo tentativo di Germania e Francia (appoggiate ora apertamente anche dall’Italia) per risolvere la crisi giungendo a una revisione dei trattati Ue che garantisca una maggiore coesione economica, politica e fiscale (garantendo in cambio un ruolo più incisivo della Bce o del fondo Efsf) e non sembrano per il momento voler tenere in eccessivo conto il rischio, sottolineato dagli analisti di Moody’s nel fine settimana, di possibili default multipli nel caso in cui si arrivasse invece alla disintegrazione dell’area dell’euro o ad una separazione di un nucleo di paesi “core” dai periferici.
Così a fine giornata lo spread di rendimento tra Btp italiani e Bund decennali tedeschi torna a calare sotto i 500 punti base segnati venerdì scorso in chiusura di settimana; il differenziale ha infatti chiuso a quota 489 (il 4,89%), anche se il rendimento sul decennale italiano resta al 7,23% (dal 7,26% di venerdì scorso).
Tra le blue chip italiane si mettono in luce UniCredit ed Exor (che intanto continua ad acquistare titoli Fiat e Fiat Industrial, avendo in particolare superato la soglia dei 7 milioni di azioni Fiat risparmio, pari all’ 8,81% della categoria). Bene anche Fiat, Intesa Sanpaolo e Atlantia, che ha perfezionato la cessione del 69,1% di Società Autostrada Tirrenica per un controvalore di 67,7 milioni di euro (con una plusvalenza per Atlantia di circa 50 milioni), con guadagni anche per Ubi Banca, che ha fornito alcune anticipazioni sui risultati 2011 (utile operativo previsto oltre il miliardo di euro ed in calo accantonamenti rispetto all’anno passato).
Attenzione anche a Mps, dopo che la Fondazione Montepaschi ha confermato l’esistenza di trattative con le banche finanziatrici per “ridefinire la struttura delle garanzie prestate sui contratti in essere”, sottoscritti all’epoca della partecipazione all’ultimo aumento di capitale di Rocca Salimbeni. Positive pure Saipem e Snam Rete Gas, la prima grazie alla notizia di ulteriori commesse nell’onshore, la seconda promossa da Jp Morgan a “overweight” (sovrappesare) rispetto al precedente giudizio “neutral”.
Perdono invece quota, tra le blue chip, Finmeccanica (che continua a subire i contraccolpi negativi dell’inchiesta Enav e attende un Cda che potrebbe portare ad un rinnovo ai vertici), Diasorin, Parmalat e Bpm.


