bene anche il gruppo eni, snam punta ad aggregazioni a livello europeo
Piazza Affari in rialzo, in calo i Btp
Nonostante la fiducia incassata anche al Senato dal governo sul decreto "salva Italia" prevalgono le prese di profitto sul reddito fisso. In borsa brillano finanziari e ciclici
Finale di seduta in allungo per Piazza Affari che vede l’indice Ftse Italia All-Share risalire sui 15.743,44 punti (+1,35%), mentre l’Ftse Mib chiude a quota 15.027,44 (+1,40%) e l’Ftse Italia Star si riporta in area 9.295,86 (+0,36%). Al contrario perdono terreno i Btp, col rendimento sul decennale al 6,92% (dal 6,79% di ieri) e lo spread coi Bund tedeschi che risale a 497 punti base (dai 485 della vigilia), nonostante la fiducia ottenuta dal governo al Senato sul decreto "salva Italia".
In assenza di novità sul fronte della crisi del debito sovrano europeo e mentre gli analisti cercano di capire quanta liquidità abbiano ottenuto le banche dei singoli paesi dall’asta di ieri della Bce (e quanta parte potrà eventualmente essere utilizzata per sottoscrivere nei mesi prossimi titoli di stato dei rispettivi paesi), a tenere banco sono oggi alcuni dati macroeconomici americani generalmente positivi (con l’eccezione della seconda revisione del Pil del terzo trimestre, ora indicato a +1,8% dal +2% della prima revisione e contro un iniziale stima di +2,5%).
Tra le blue chip continuano a correre finanziari e titoli ciclici, con Bpm (che oggi ha visto l’assemblea degli obbligazionisti approvare la ristrutturazione del prestito convertendo emesso nel 2009) tra i migliori davanti ad Azimut, Mps, Stm e Fiat Industrial (che traina anche Fiat Spa, dopo la notizia di fonte russa secondo cui Sberbank finanzierebbe il nuovo impianto del Lingotto in grado di produrre 120 mila vetture l’anno a regime e per il quale è previsto un investimento di 1,1 miliardi di dollari), tutti con rialzi tra il 5% e il 3% circa.
Bene anche Ubi Banca, Banco Popolare e UniCredit, che ha annunciato per il prossimo 27 dicembre un rappruppamento dei titoli ordinari e di risparmio in ragione di un’azione nuova ogni 10 vecchi titoli, come pure Eni che ha fatto sapere di aver perfezionato la cessione della partecipazione pari all’89% detenuta nel gasdotto Tag per 710 milioni di euro. Bene anche le controllate Saipem e Snam Rete Gas nel giorno in cui Lorenzo Bini Smaghi entra quale nuovo presidente nel Cda di Snam Trasporto (secondo varie fonti per cercare di favorire un processo di aggregazione con altri operatori del settore europeo della distribuzione del gas).
Al ribasso si notano i titoli più difensivi come Lottomatica, Parmalat, Enel Green Power, Campari e Ansaldo Sts. Male anche Fondiaria-Sai, che continua a perdere terreno alla vigilia di un Cda che potrebbe risultare decisivo per il varo di un aumento di capitale che potrebbe essere fino ad un massimo di 750 milioni di euro e prevedere l’ingresso di un nuovo socio industriale a fronte dell’ulteriore indebolimento della presenza dei Ligresti nel capitale della compagnia.


