segnali negativi dall'asta dei btp
Piazza Affari paga i primi dubbi sugli accordi di Bruxelles
Borsa in calo dopo l'exploit della vigilia, complici prese di profitto sul comparto finanziario. Male Bpm, che cede quasi il 10% dopo l'annuncio di un aumento a forte sconto
Finale di giornata decisamente sottotono per l’indice Ftse Italia All-Share che chiude sui 17.433,68 punti (-1,66%), mentre l’Ftse Mib si riporta a quota 16.653,55 (-1,78%) e l’Ftse Italia Star torna in area 10.255,50 (-0,98%) dopo gli exploit di ieri, per l’affiorare di dubbi su una serie di nodi che l’accordo di Bruxelles non spiega ancora come saranno sciolti ma che in sostanza riguardano la capacità o meno di registrare un sufficiente appetito per il rischio per le future emissioni di titoli spagnoli e italiani o di eventuali special purpose vehicles che venissero creati dall’Efsf per sostenere i bond dei due paesi, come spiegano in una nota gli analisti del Credit Suisse.
Tra le blue chip resistono fino all’ultimo in buon rialzo alcuni difensivi come Autogrill e Campari, ma anche Tenaris, Fiat Industrial e Tod’s, mentre perdono in modo pesante Bpm (che chiude in rosso di quasi il 10% dopo aver fissato a 0,30 euro per azione il prezzo dell’aumento di capitale da 800 milioni di euro che partirà la prossima settimana), Bper, Banco Popolare, Fiat (dopo l’annunciata conversione delle azioni di risparmio e privilegiate, che guadagnano terreno, in ordinarie) e Mps.
Sui finanziari in particolare torna a pesare il segnale negativo giunto dall’asta dei titoli di stato italiani a medio-lungo termine di stamane, chiusasi con importi inferiori al target massimo e rendimenti nuovamente sui massimi (col Btp 2022 arrivato a pagare il 6,06% lordo annuo, superando così la barriera del 6% per la prima volta dal 1997 quando ancora l’euro non esisteva).


